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CALANNA CHIEDE ALLA REGIONE LA REVOCA DEL DECRETO CHE AUTORIZZA IL CENTRO DI PRIMISSIMA ACCOGLIENZA PER MIGRANTI

Data Comunicato 12/10/2017
Testo
BRONTE – (12 ottobre 2017) – Com’era prevedibile rischia di diventare argomento buono per gli avvocati il decreto con cui la Regione siciliana ha autorizzato il Centro di primissima accoglienza per 59 minori non accompagnati nell’ex Albergo Parco dell’Etna di Bronte.
Il sindaco, Graziano Calanna, ha inviato una lettera al presidente Rosario Crocetta, all’Assessore alla Famiglia Carmencita Mangano, al dirigente generale del Dipartimento Famiglia e Politiche sociali dott. Mario Candore, (che poi è colui che ha firmato il decreto), ai presidenti nazionali e regionali dell’Anci e per conoscenza al Prefetto di Catania, annunciando che si rivolgerà alle “Autorità competenti” se non verrà revocato il decreto.
“La motivazione è semplice. – spiega il sindaco – Il Dipartimento prima di fornire l’autorizzazione è stato invitato a sentire le autorità statali ed, in particolare, gli Uffici del Ministero dell’Interno. Non lo hanno fatto. Eppure è stato raccomandato loro da un parere dell’Ufficio legislativo e legale della Presidenza della Regione Siciliana. Parere – continua - che, intendiamoci, io contesto perché conferma la legittimità delle procedure seguite dalla Regione, ma che alla fine così recita: < Tuttavia, venendo in rilievo anche norme di fonte statale che richiedono un’uniforme applicazione su tutto il territorio nazionale, e in considerazione della delicatezza della materia in esame, si invita codesto Dipartimento a sentire al riguardo le componenti autorità statali e, in particolare, gli Uffici del Ministero dell’Interno>>.       
Il parere – conclude Calanna -  è chiarissimo. Prima si sente il Ministero dell’Interno, poi semmai si autorizza. Per questo – conclude – ho chiesto l’immediata revoca del decreto, avvisando che, in ipotesi di inerzia, saranno prontamente adite le Autorità competenti”.
Intanto prosegue la raccolta di firme per chiedere il rispetto dell’accordo Anci-Viminale che impedirebbe che a Bronte arrivino più di 49 migranti. Si ricorda, infatti, che a Bronte fra Sprar  e centri di accoglienza già autorizzati di migranti già ne sono ospitati 50 e con l’arrivo dei minori di primissima accoglienza autorizzati dalla Regione arriverebbero a 109.
 “E noi ribadiamo – conclude Graziano Calanna – la nostra volontà ad ospitarne anche qualcuno in più dei 49, ma l’accordo Anci –Viminale non può essere totalmente disatteso”.

L’Addetto stampa
Gaetano Guidotto

Documenti :

Dettagli Calanna_chiede_revoca.pdf