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Data Comunicato 28/10/2016
Titolo CALANNA: “LA REFEZIONE SCOLASTICA NON E’ STATA SOPPRESSA”
Testo
BRONTE – (28 ottobre 2016) – Slitta l’inizio della refezione scolastica cofinanziata dal Comune nelle classi di Bronte che effettuano il tempo prolungato. Non essendo ancora stato approvato il bilancio di previsione 2016, l’Amministrazione comunale non può organizzare il servizio, con diversi genitori che hanno deciso di provvedere privatamente all’acquisto dei pasti per i propri figli.
Ovvio che i genitori, un po alla spicciolata sono giunti in Comune per chiedere spiegazioni.
Qualcuno ha anche ipotizzato che il servizio fosse stato soppresso, ma il sindaco ha rassicurato tutti: “Tutti tranquilli, - ha affermato -riportiamo la questione “Refezione scolastica” sulla strada della verità. Il servizio non è stato assolutamente soppresso, ma, come ogni anno, non può partire se non viene approvato il bilancio. E noi abbiamo deciso di non approvarlo prima che la Regione siciliana ci restituisca gli 841 mila euro sottratti a nostro avviso ingiustamente dal fondo precari sol perché riscuotiamo le royalties. Sappiate che - continua – abbiamo previsto le somme per la refezione scolastica, a dimostrazione che non abbiamo soppresso il servizio, ma approvare il bilancio adesso  significherebbe rinunciare a fondi che servono a tutta la Comunità per realizzare ed illuminare le strade ed offrire servizi”.
In tanti però si chiedono se e quando la Regione restituirà le somme: “Abbiamo avuto la promessa del presidente Crocetta e le notizie ancora non ufficiali che ci giungono da Palermo sono confortanti. Sappiamo, inoltre, che la Regione siciliana approverà la manovra con cui dovrebbe restituire le somme entro il 30 novembre. Chiedo quindi fiducia e pazienza, ma credetemi, non ci vorrà molto tempo. Sono certo che dimostreremo alla Città che stiamo operando nell’esclusivo interesse dei brontesi su un servizio importante che, in verità, ad eccezione dello scorso anno qualche problema lo ha sempre causato”.
Ad usufruirne della refezione scolastica complessivamente sono circa 600 alunni della scuola dell’Infanzia, Elementare e Media che effettuano il tempo prolungato.
Ad attendere che il Comune ripristini il servizio sono in tanti, anche perché lo scorso anno il Comune, su richiesta del sindaco Graziano Calanna, per venire incontro alle famiglie numerose con redditi bassi, ha contribuito al pagamento della quota di compartecipazione riservata agli utenti.
“Lo abbiamo fatto nel rispetto dei principi di solidarietà ed equità sociale. – ha concluso il sindaco - Non è concepibile che ci siano bambini che possano usufruire della mensa ed altri no. Come sarebbe assurdo, in questo periodo di crisi,  perdere quasi 900 mila euro, per non aspettare ancora qualche settimana”.
 
L’Addetto stampa
Gaetano Guidotto
Data Comunicato 18/10/2016
Titolo CALANNA SULL’INFEZIONE DA CARBONCHIO EMATICO
Testo
BRONTE – (18 ottobre 2016) – “L’esplosione del carbonchio ematico fra i bovini dei Nebrodi merita prudenza, ma in questi giorni sono circolate tantissime informazioni sbagliate che confondono le idee e rischiano di penalizzare la nostra economia agricola ed agroalimentare, che non può essere contaminata dal batterio. Che si faccia informazione corretta”.
E’ l’appello che il sindaco di Bronte, Graziano Calanna, ha rivolto a parte dei mass media ed al mondo dei social network che in questi giorni hanno alimentato l’allarme, facendo rimbalzare notizie false ed imprecise.
“Ho letto di tutto. – ribadisce Calanna – Pensate che c’è stato chi ha avuto la capacità di scrivere che il latte era infetto, quando sappiamo tutti una mucca contagiata dal carbonchio non produce più latte. Per questo ieri ho chiesto all’Asp di pubblicare un vademecum che chiarisse in maniera definitiva quali sono realmente i rischi. Lo aspettiamo a giorni”.
Ed a sentire i veterinari dell’Asp, infatti, i prodotti agricoli non sono a rischio come non sono a rischio i prodotti caseari. Formaggi e provole sono buoni e genuini, come genuini sono cavolfiori ed ortaggi in genere. Eppure è psicosi. Non a caso l’Asp di Catania in questi giorni ha dovuto firmare numerose certificazioni di salubrità per dimostrare alle aziende, che si occupano di distribuzione alimentare, che i prodotti provenienti da questo territorio sono genuini e lontani da qualsiasi rischio.
“Tanti – continua Calanna – hanno confuso il consiglio ad non introdursi nella zona infetta, come un divieto a consumare prodotti provenienti da questo territorio. Il pericolo per l’uomo può provenire soltanto se si tocca la carcassa di un animale morto per carbonchio, con le ordinanze che consigliano semmai di non consumare i prodotti del sottobosco nelle immediate vicinanze della carcassa, ma le aziende casearie, come quelle agricole, sono lontane dai pascoli, che si trovano nella parte più alta dei Nebrodi. Ho già detto che le mucche infette smettono di produrre latte e la loro carne è nera, riconoscibile ed invendibile. Di conseguenza, puntare il dito sui prodotti agroalimentari della zona è sbagliatissimo e dannoso. Speriamo – conclude – di essere stati chiari”.
 
L’Addetto stampa
Gaetano Guidotto
Data Comunicato 17/10/2016
Titolo COMUNI ED ASP INSIEME PER SCONFIGGERE IL CARBONCHIO EMATICO
Testo
BRONTE – (17 ottobre 2016) – Si organizzano per affrontare l’emergenza “carbonchio ematico” i Comuni del versante nord ovest dell’Etna e l’Asp 3 di Catania.
Oggi nella sala consiliare del Comune di Bronte si è svolto un vertice operativo che ha definito le modalità di intervento per limitare l’accesso ai terreni dove si sono verificate le infezioni e quelle per smaltire in sicurezza eventuali ulteriori bovini che dovessero essere ritrovati morti nei boschi.
Al vertice presenti le Amministrazioni comunali, gli Uffici tecnici e la Polizia municipale di Bronte, Maletto, Maniace e Randazzo. In particolare presenti l’assessore di Bronte Antonio Currao, padrone di casa, il sindaco di Randazzo, Michele Mangione e quello di Maletto, Salvatore Barbagiovanni. Con loro il comandante della Stazione dei carabinieri, Antonio Muto.
Tutti hanno ascoltato il dott. Francesco Del Campo, responsabile del Servizio di Igiene pubblica del Distretto di  Bronte dell’Asp e del dott. Giuseppe Galvagno, responsabile, invece, di quello veterinario.
Queste le decisioni. I sindaci faranno apporre, all’ingresso delle strade di accesso ai boschi dove è stata riscontrata l’infezione, dei cartelli che avvertono che quella è un “Zona infetta da carbonchio ematico”.  Servirà ad evitare che si calpesti il terreno eventualmente infetto. Se da una parte i medici e veterinari dell’Asp hanno assicurato che i batterio non può contaminare alimenti come funghi o verdure, dall’altra c’è il rischio di contaminare abiti, calzature e suppellettili con le spore che possono passare allo stato vegetativo. Meglio quindi non avventurarsi al momento ed attendere la fine dell’emergenza che terminerà 15 giorni dopo l’ultimo ritrovamento di animali morti o 21 dopo l’ultima diagnosi di nuova infezione.
Poi per evitare la diffusione del batterio nel terreno le carcasse degli animali, in qualsiasi posto vengano ritrovate, devono essere o bruciate o seppellite cosparse di calce sul posto. Meglio sarebbe effettuare entrambe le procedure. Per questo l’Asp ha chiesto l’aiuto dei Comuni. Appena l’Asp riceve la segnalazione del ritrovamento di un animale morto effettua un sopralluogo ed avverte un referente del Comune preparato ad intervenire. Prima la carcassa si interra o si brucia, minori saranno i rischi di diffusione del batterio. Non essendoci il tempo per rispettare le normali procedure burocratiche i Comuni in somma urgenza provvederanno all’interramento immediato dell’animale, per poi rivalersi sull’allevatore.
Il problema in questo momento è reperire quella percentuali di animali che gli allevatori non sono riusciti a radunare. Il 90% delle mandrie sui Nebrodi, infatti, pascolano allo stato brado e fra le asperità dei boschi ci sarebbero molti animali ancora non vaccinati. Il rischio che qualcuno di questi sia morto non è remoto.
I sindaci, infine, hanno lanciato un appello ai mass media affinché non si diffondano notizie errate. Gli alimenti sono salubri e le mucche infette non producono latte, ne si può vendere la carne che per l’infezione diventa nera. Nessun rischio neanche per gli ortaggi.
 
L’Addetto stampa
Gaetano Guidotto
Data Comunicato 14/10/2016
Titolo MORTI DIVERSI BOVINI PER COLPA DEL CARBONCHIO
Testo
BRONTE – (14 ottobre 2016) – Muoiono circa 15 capi di bovini sui Nebrodi, ed uno sull’Etna, e dagli esami effettuati su 3 di essi da parte dal Servizio veterinario dell’Asl sono deceduti perché affetti dal Carbonchio ematico.
Si tratta di una patologia causata dal batterio “Bacillus anthracis”, un germe produttore di spore che possono sopravvivere a lungo nell’ambiente. Colpisce soprattutto gli animali erbivori, ma può interessare anche l’uomo, anche se il Servizio Veterinario del Distretto di Bronte, sente il dovere di tranquillizzare tutti. I casi negli animali, infatti, sarebbero già isolati e sono stati già vaccinati quasi 8000 capi di bestiame.
Ed oggi il sindaco di Bronte, Graziano Calanna, ha convocato una conferenza di servizio invitando i colleghi di Maletto, Maniace e Randazzo, Cesarò, San Teodoro e Santa Domenica Vittoria.
A relazionare sul batterio e sulla sua diffusione è stato il dott. Antonio Salina del Dipartimento veterinario dell’Asp 3, alla presenza del dott. Francesco Del Campo, responsabile del Servizio di Igiene pubblica del Distretto di  Bronte dell’Asp e del dott. Giuseppe Galvagno, responsabile, invece, di quello veterinario.
Presenti al vertice anche il presidente del Consilgio comunale, Nino Galati, l’Arma dei carabinieri, la Guardia forestale e la Polizia municipale di Bronte.
“Siamo qui per affrontare il problema ed evitare che diventi emergenza – ha affermato in apertura il sindaco padrone di casa, Graziano Calanna – l’obbiettivo è anche fornire ai cittadini la giusta informazione affinché, evitando inutili allarmismi, si blocchi il proliferare del batterio e si eviti ogni possibile contagio con l’uomo”.
Come ha spiegato il dott. Salina, infatti, anche se molto difficile il contagio con l’uomo può avvenire nella forma cutanea solo se si tocca un animale morto di carbonchio o si ha contatto con le spore del batterio che possono trovarsi nelle strette vicinanze. La forma ematica, invece, è molto difficile, poiché avviene con il contatto delle proprie ferite con quelle degli animali. A rischio quindi maggiormente sono gli allevatori ed i veterinari. E’ praticamente impossibile, invece, che qualche sconsiderato venda nelle macellerie carni infette. La carne dell’animale contagiato, come anche il sangue, diventano, infatti, neri e quindi facilmente riconoscibili.
“Abbiamo avuto prova della presenza del carbonchio ematico il 28 settembre – ha affermato il dott. Salina – ed in pochi giorni, superando 1000 difficoltà, siamo riusciti a far arrivare i vaccini dalla Spagna”.
“Abbiamo – ha aggiunto il dott. Del Campo – anche informato i medici di medicina generale ed i pediatri. Ricordiamo che nella forma cutanea si presenta con un grosso ponfo nelle zone di contato, che solitamente sono le mani”.
La cosa strana è che l’Asp di Catania effettua in continuazione le opportune vaccinazioni. Il sospetto quindi è che a morire siano stati capi provenienti da transumanze.  
Le precauzioni che l’uomo deve adottare sono principalmente due. Se nel bosco si nota un bovino morto è bene non avvicinarsi, ne raccogliere i frutti del sottobosco. Bisogna chiamare subito l’Asp che attraverso i Comuni farà interrare la carcassa cosparsa di calce a 4 metri di profondità.
 Questo impedirà il proliferare del batterio. L’altro accorgimento è quello di evitare di calpestare il terreno potenzialmente infetto. Si eviterebbe così di trasportarlo in zone non contaminate.
Per questo adesso i sindaci apporranno nelle strade di accesso dei boschi opportuni cartelli. A Distanza di 21 giorni  dall’ultimo capo di bestiame deceduto l’infezione potrà essere dichiarata sconfitta. Non è la prima volta che scoppia nella zona un’epidemia di carbonchio ematico. L’ultima si è verificata nell’ottobre del 2005, ma focolai scoppiarono anche alla fine degli anni 90 e negli anni 80.
 
L’Addetto stampa
Gaetano Guidotto
Data Comunicato 12/10/2016
Titolo M5S: “CHIEDIAMO NOTIZIE SULLA RACCOLTA FONDI PER I TERREMOTATI"
Testo
BRONTE – (12 ottobre 2016) – Il portavoce in Consiglio comunale del Movimento 5 stelle, Valeria Franco, ha interrogato l’Amministrazione comunale per ottenere informazioni sulla raccolta fondi tenutasi durante gli eventi previsti in programma per l’”Estate Brontese”. “Vorremmo venire a conoscenza dei  motivi del ritardo dell’apertura della cassa utilizzata per la raccolta dei fondi,  visto che il termine di scadenza coincideva con la chiusura dell’”Estate Brontese” - afferma Valeria Franco - ma soprattutto vorremmo conoscere al più presto l‘ammontare e quando questi soldi verranno spediti al destinatario. Attendiamo risposta nella speranza  che stavolta arrivi e che arrivi in tempi brevi”.
“Nessun ritardo – ha replicato il sindaco Graziano Calanna – semmai la voglia di raccogliere il più possibile. La cassetta è rigorosamente custodita dalla Polizia municipale e verrà aperta a giorni”.   
 
L’Addetto stampa
Gaetano Guidotto
Data Comunicato 12/10/2016
Titolo VIA PAVONE CHIUSA PER 90 GIORNI
Testo
BRONTE – (12 ottobre 2016) – Via Pavone chiusa al transito per circa 3 mesi: la Snam deve scavare per realizzare un metanodotto ed il Comune una nuova condotta idrica.
A darcene notizia è il sindaco, Graziano Calanna: “Proprio così. - esordisce – Via Pavone è una strada dove da anni si formano falle nella rete idrica, con il Comune che in questo anno è stato costretto ad effettuare diversi è costosi lavori tampone. Un problema che, in passato, non è mai stato risolto, cui adesso finalmente poniamo rimedio. Grazie alla collaborazione della società che per conto della Snam effettuerà i lavori della posa del metanodotto, il Comune con pochissimi fondi riuscirà a sostituire l’intera condotta. L’assessore Nuccio Biuso è già al lavoro. Ci scusiamo con gli automobilisti che per 90 giorni non potranno percorrere la strada, ma abbiamo avuto assicurazione che sarà fatto in modo che i residenti o i proprietari possano raggiungere ugualmente case e poderi”.
La strada si trova al confine con il quartiere Sciarotta e collega le strade provinciali 211 e 225. I lavori iniziano domani e dovranno concludersi in 90 giorni. Dopo di ché le tante falle nella rete idrica rimarranno solo un lontano ricordo.  
 
L’Addetto stampa
Gaetano Guidotto
Data Comunicato 12/10/2016
Titolo IL CASTELLO NELSON INTERDETTO AL PUBBLICO FINO ALLA FINE DEI LAVORI
Testo
BRONTE – (12 ottobre 2016) – Un anno con il Castello Nelson chiuso al publico. Iniziano i lavori di “restauro, ristrutturazione e riuso” dell’antico maniero. Un appalto pubblicato nel marzo del 2015 per un importo di un milione e 700 mila euro, grazie ad un finanziamento  dall’assessorato delle Infrastrutture e della Mobilità della Regione Siciliana che si è aggiudicato il consorzio Ciro Menotti di Ravenna, che, avendo effettuato un ribasso del 31%, con un milione e 128 mila euro, oltre ad 84 mila euro per gli oneri di sicurezza, realizzerà i lavori.
Per questo il sindaco, Graziano Calanna, che fin dal suo insediamento ha seguito l’iter, affinché si arrivasse all’aggiudicazione della gara ed alla consegna dei lavori, ha deciso di chiudere l’accesso al pubblico dell’antico maniero per questioni di sicurezza fino alla conclusione dei lavori.
“Non solo il Castello – afferma il primo cittadino - ma anche la Chiesa di Santa Maria ed il parco annesso saranno oggetto di lavori. Chiudere tutto al pubblico è certamente doloroso, ma è doveroso per motivi di sicurezza e tutela dell’incolumità pubblica. L’attesa di questo anno sarà certamente ripagata dal ritrovare un Castello Nelson ristrutturato e riportato ai fasti di un tempo”.
Lavori, infatti, fra le altre cose vedranno rifare i tetti, pulire il prospetto degli edifici, effettuare la manutenzione degli infissi e degli impianti. Ma non solo, il cortile dominato dalla croce celtica e quello a fianco con al centro il grande pozzo saranno ripavimentati e le cucine saranno rinnovate e rese funzionali.
Particolare attenzione sarà posta per eliminare l’umidità dai muri.
Sui lavori vigilerà l’Ufficio tecnico del Comune. Il geometra Nino Saitta, infatti, è il rup, il direttore dei lavori è il geometra Renzo Longhitano, il responsabile per la sicurezza è il geometra Giuseppe Greco ed il capo dell’Ufficio, ing. Salvatore Caudullo è il direttore operativo.
“La data di fine lavori – conclude Graziano Calanna – è prevista il 18 ottobre del 2017. Noi ci auguriamo che l’impresa possa terminare prima possibile”. 
 
L’Addetto stampa
Gaetano Guidotto
Data Comunicato 05/10/2016
Titolo IL SINDACO ALL’ASP: “DITEMI SE L’UROLOGIA E’ SOSPESA”
Testo
BRONTE – (5 ottobre 2016) – Nonostante le rassicurazioni dei vertici sanitari dell’Asp e della politica regionale, i servizi dell’ospedale di Bronte continuano a destare preoccupazioni.
Oggi il sindaco di Bronte, Graziano Calanna, ha inviato una lettera al direttore generale dell’Asp 3 di Catania, dott. Giuseppe Giammanco, al coordinatore sanitario Ct 2, dott. Giuseppe Spampinato ed ai vertici dell’ospedale di Bronte, dove chiede di sapere se il servizio di Urologia è stato sospeso.
“Numerosi cittadini – scrive il sindaco nella missiva - mi segnalano che i medici del servizio di Urologia, offerto dal Presidio ospedaliero di Bronte, avrebbero sospeso il servizio, a causa di una carenza di personale così grave da non permettere loro il normale svolgimento delle prestazioni ospedaliere. Chiedo di sapere se è vero. Spero che il servizio funzioni, ma in caso contrario mi domando come e quando intende l’Asp 3 rimediare ad una sospensione che pregiudica la qualità dei servizi resi dall’Ospedale, compromettendo il rapporto di fiducia che deve esserci fra paziente ed ospedale e come, eventualmente, intende garantire la continuità di cura dei pazienti in trattamento”.
Il sindaco appena appreso la notizia si è subito recato in ospedale, dove ha saputo che effettivamente i problemi di personale esistono. Il primario storico del servizio di Urologia è andato in pensione ed il sostituto al momento godrebbe delle ferie. Il servizio di Urologia fino ad oggi è stato particolarmente fruito dai pazienti, con i medici che a Bronte hanno anche effettuato piccoli  interventi chirurgici. I pazienti sanno bene che gli urologi a Bronte operano 3 giorni al settimana: il lunedì, il mercoledì ed il venerdì. E’ chiaro quindi che adesso tutti aspettano di vedere se domanii il servizio sarà attivo o meno.
“Se non lo sarà, siamo pronti a protestare. - ha continuato il sindaco – So bene che solo il Direttore sanitario può sospendere un servizio. Per questo nella lettera che ho inviato ho chiesto all’Asp di ottenere copia della documentazione epistolare fra loro ed i medici, al fine di avere piena contezza dell’accaduto ed avere la possibilità di valutare, ed eventualmente porre in essere, ogni azione atta a difendere il diritto alla Salute dei residenti del Territorio. Ho già informato anche i miei colleghi sindaci dell’Osservatorio sul diritto alla Salute del territorio. Insieme programmeremo gli interventi, affinché nessuno ci tolga il servizio di Urologia”.
 
L’Addetto stampa
Gaetano Guidotto
Data Comunicato 03/10/2016
Titolo FINANZIATO RESTAURO CHIESA DI SAN VITO
Testo
BRONTE – (3 ottobre 2016) –Ancora pioggia di finanziamenti a Bronte. Dopo i 18 milioni di euro garantiti dal Patto per la Sicilia per la realizzazione ed il restauro di 4 opere pubbliche, l’Assessorato regionale alle Infrastrutture ha finanziato 799 mila euro per la ristrutturazione della chiesa di San Vito, annessa all’omonimo convento.
A darcene notizia è il sindaco, Graziano Calanna, che ha seguito l’iter burocratico fino al suo finanziamento.
“Nella chiesa – ha affermato il primo cittadino – bisogna rifare il tetto e sottrarre i muri esterni dalla continua aggressione dell’umidità. Ma anche all’interno sono necessari lavori. Per questo i Frati nel 2015 hanno partecipato ad un bando rivolto agli enti di culto. Adesso dopo un iter non certo semplice siamo riusciti ad ottenere il finanziamento”.
E per partecipare al bando i Frati hanno fatto adeguare un progetto redatto nel 2005, quando a guidare il Comune di Bronte  era il commissario straordinario, Ernesto Bianca, progetto che a sua volta era stato stralciato da un più grande elaborato preparato introno agli anni 90 che  riguardava però l’intero convento.
Ne il progetto grande però, ne quello più piccolo che riguardava solo la Chiesa, sono stati finanziati e così i Frati minori, approfittando del bando pubblicato lo scorso anno dalla Regione siciliana, sono riusciti ad ottenere le somme necessarie ad iniziare i lavori.
“Il progetto – afferma il responsabile del procedimento, l’ing. Salvatore Caudullo, capo dell’Ufficio tecnico del Comune – la revisione delle copertura dove si registrano delle infiltrazioni, la nuova pavimentazione ed i rivestimenti interni, il prospetto esterno causa di risalita di umidità ed infine gli impianti. Ovviamente – continua – l’investimento maggiore riguarda il tetto e la sicurezza della struttura”.
La chiesa di San Vito insieme al convento sono famosi perché nella piazza antistante all’alba del 10 Agosto del 1860, in presenza di tutta la popolazione bron­tese, Nino Bixio fece fucilare i cinque presunti colpevoli dei così detti “Fatti di Bronte”.
 
L’Addetto stampa
Gaetano Guidotto
Data Comunicato 02/10/2016
Titolo EXPO DEL PISTACCHIO 2016 VINCE LA SUA SFIDA
Testo
BRONTE – (2 ottobre 2016) – Finale tutto al femminile all’Expo del pistacchio 2016, con il sindaco di Bronte, Graziano Calanna, che ha concesso all’assessore del Comune di Catania, Valentina Scialfa, ed alle consigliere di Bronte, Angelica Catania a Pina Pagano, l’onore di tagliare per prime la grande torta al pistacchio, poi distribuita ai golosi visitatori.
Ospiti d’onore alla giornata clou dell’Expo il primo sindaco della Città metropolitana di Catania, Enzo Bianco, l’assessore regionale al Turismo, Anthony Barbagallo ed i sindaci di Maletto, Maniace e Randazzo.
 “Per me è una grande emozione. – ha affermato Enzo Bianco – Indosso per la prima volta in una sagra la fascia di sindaco metropolitano, ed ho scelto di farlo qui a Bronte perché l’Expo è una grande tradizione della nostra terra, che produce tante cose buone. Con lo spirito di squadra, con Graziano sindaco di Bronte e con l’assessore Barbagallo – ha concluso - abbiamo la possibilità di rilanciare l’economia grazie al turismo e all’enogastronomia”.
“E’ la prima volta che vedo una Bronte così viva e straordinaria. - ha aggiunto l’assessore Scialfa – Merito certamente dell’amico sindaco, Graziano Calanna, e di una visione che Regione e Città metropolitana condividono, ovvero quella di vedere esplodere turismo ed economia”.
“L’Expo del pistacchio è sempre più bello, – ha affermato l’assessore regionale Anthony Barbagallo – merito di Graziano e dell’Amministrazione comunale. I nostri prodotti tipici sono per noi una grande risorsa. Lo dimostra il salone del gusto ed il successo del nostro stand, visitato dal presidente Mattarella, dove il pistacchio è stato protagonista. Ma non finisce qui. – ha replicato – l’anno prossimo è in cantiere un prestigioso progetto con il Ministero, cui l’Expo del pistacchio sarà certamente protagonista”. 
“Tantissima soddisfazione per la straordinaria partecipazione delle gente. – ha concluso il sindaco Graziano Calanna - Ricorderemo questo Expo per aver coinvolto e attirato l’attenzione di investitori stranieri che lavorano con il nostro pistacchio anche in Europa ed Florida. Possiamo dire che questo è stato un grande Expo ed io non posso che ringraziare tutti coloro che hanno contribuito al suo successo”.        
Intanto ieri gran pienone con gli stand presi letteralmente d’assalto da decine di miglia di visitatori che hanno gustato il verde pistacchio di Bronte in tutti i modi.

L’Addetto stampa
Gaetano Guidotto