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Data Comunicato 28/02/2017
Titolo CALANNA AL PREFETTO: “A BRONTE NON PIU’ DI 48 RIFUGIATI”
Testo
BRONTE – (28 febbraio 2017) – “Di essere accoglienti lo abbiamo già dimostrato, ma Bronte non può ospitare più di 48 rifugiati o richiedenti asilo”.
E’ il pensiero del sindaco di Bronte, Graziano Calanna, che ha inviato una lettera al Prefetto di Catania, Silvana Riccio, chiedendole di tenere conto della così detta “clausola di salvaguardia”, ovvero l’intesa intesa “Anci-Viminale” che prevede che ogni Comune non possa accogliere più di 2,5 rifugiati per ogni 1.000 abitanti.
“Le scrivo – si legge nella missiva – per rappresentarle la situazione del Comune di Bronte. Allo stato 3 cooperative hanno comunicato che intendono dedicarsi all’accoglienza di stranieri; più nel dettaglio, una cooperativa comunica l’apertura di un Centro di prima accoglienza per 60 minori non accompagnati, un’altra per 15 stranieri e la terza per 10 minori”.
“Bronte – continua il primo cittadino – ha da tempo aderito al progetto SPRAR, ed ospita 22 rifugiati. Nella non temuta ipotesi in cui si bypassasse l’istituto della clausola di salvaguardia, fra qualche mese, i richiedenti asilo ospitati nella Comunità brontese potrebbero essere 107. Cifra che supererebbe di gran lunga quella che emerge dalla proporzione stabilita dal Ministero dell’Interno (2,5 richiedenti asilo per 1000 abitanti). Bronte – ribadisce il sindaco - non è idonea, sotto il profilo sanitario e di capacità di accoglienza delle nostre istituzioni scolastiche, per ospitare un così elevato numero di richiedenti. Fatti i calcoli Bronte non può ospitarne più di 48”.
Il sindaco nella lettera anticipa ogni possibile strumentalizzazione: “Bronte – spiega – ha già dimostrato di essere un Paese accogliente ed ospitale, avendo istituito anni fa lo SPRAR che questa Amministrazione intende confermare, tuttavia, la Città non può permettersi l’arrivo di ulteriori immigrati”.
Infine il sindaco chiude la sua missiva chiedendo al Prefetto di Catania di limitare le autorizzazioni.    

L’Addetto stampa
Gaetano Guidotto
Data Comunicato 25/02/2017
Titolo INAUGURATO A BRONTE IL “GIARDINO DELLE GIUSTE E DEI GIUSTI”
Testo
BRONTE – (25 febbraio 2017) – Bronte ha il suo “ Giardino delle Giuste e dei Giusti”, ovvero il giardino dedicato alle donne ed agli uomini che si sono opposti con responsabilità individuale ai crimini contro l’umanità e ai totalitarismi.
Si trova all’interno del Parco di Viale Cavalieri di Vittorio Veneto ed a inaugurarlo è stato il sindaco, Graziano Calanna, grazie ad un progetto realizzato dall’Istituto superiore Ignazio Capizzi di Bronte, guidato dalla dirigente Grazia Emmanuele.
Si tratta di un progetto proposto dalla professoressa Maria Principato ed a livello nazionale da “Toponomastica femminile” e dalla Federazione nazionale degli insegnanti, presieduta dalla prof. Pina Arena, presente alla manifestazione assieme alla dottoressa Francesca Andreozzi, nipote di Pippo Fava in rappresentanza, appunto della “Fondazione Fava”.
Fra le autorità, insieme al sindaco, l’assessore Antonio Currao, la Giunta municipale ed il presidente del Consiglio comunale, Nino Galati, insieme al consigliere Maria De Luca, il comandante del Corpo forestale di Bronte, Antonino Ruffino  ed una folta rappresentanza dell’Istituto Vaccarini di Catania.
Dopo la presentazione del progetto in Istituto, in corteo, ragazzi, docenti ed autorità sono arrivati fino al Parco, dove è stato inaugurato un albero in ferro realizzato dai ragazzi dell’Artistico Arcidiacono, Favazza, Gorgone, Messina e Salmeri aiutati dalla prof. Barbagiovanni e dall’artigiano locale Favazza. Poi sono stati piantati i 31 alberi che portano i nomi dei “giusti” scelti dai ragazzi. Ci sono nomi di coloro che hanno aiutato molti ebrei durante la Shoah, i nomi di molti siciliani che hanno lottato contro la mafia, i brontesi Benedetto Radice ed Ignazio Capizzi e la signora Francesca Minissale di Bronte, (fondatrice del Centro aiuto alla vita) cui è stato intitolato il primo albero piantato dal sindaco Calanna, dal comandante del Corpo Forestale, dal marito della signora Minissale, il dott. Aurelio Sammartino alla presenza del figlio, l’avvocato Dario.

L’Addetto stampa
Gaetano Guidotto
Data Comunicato 23/02/2017
Titolo M'ILLUMINO DI MENO
Testo
Data Comunicato 23/02/2017
Titolo IL TERRITORIO A PALERMO PER DIFENDERE L’OSPEDALE
Testo
BRONTE – (23 febbraio 2017) – “La questione dell’ospedale di Bronte va esaminata con grande attenzione perché garantisce servizi essenziali in una zona disagiata. Di conseguenza non può essere esso stesso disagiato”.
Sono le parole che il presidente della Commissione regionale ai “Servizi sociali e sanitari”, on. Giuseppe Digiacomo, ha pronunciato di fronte ai rappresentanti del territorio del versante nord dell’Etna, giunti fino a Palazzo dei Normanni, per difendere il futuro dell’ospedale Castiglione Prestianni di Bronte.
All’incontro, richiesto dal presidente del Consiglio comunale di Bronte, Nino Galati e dal sindaco Graziano Calanna, hanno partecipato anche il consigliere di Bronte, Ernesto Di Francesco (presidente della locale commissione sul diritto alla Salute) ed una folta delegazione dei Comune di Randazzo. Assieme al sindaco Michele Mangione, infatti, hanno partecipato il presidente del Consiglio comunale Nino Grillo ed i consiglieri Cettina Foti, Sara Sindoni e Carmelo Giarrizzo.
Con loro presenti anche l’onorevole Alfio Papale, il vice presidente della Commissione regionale alla Sanità, Vincenzo Fontana e l’onorevole Francesco Cappello.
“Siano qui – ha affermato il presidente Nino Galati – in apertura per porre all’attenzione della Regione siciliana il disagio che tutto il territorio montano, che ruota attorno a Bronte, potrebbe soffrire nel caso in cui i servizi dell’ospedale di Bronte dovessero essere ridimensionati dal nuovo piano della rete ospedaliera.
Se, come è stato scritto dai media, - ha continuato – questo è stato identificato come “Presidio di zona disagiata”, chiediamo di sapere come questo sarà organizzato alla luce del Decreto Ministeriale del 2 aprile 2015 n. 70, che disegna questo tipo di presidi con appena 20 posti di Medicina da prestare anche ad una Chirurgia ridotta ed un Pronto soccorso”. Alla fine Galati ha chiesto ufficialmente che i rappresentanti venissero ricevuti ufficialmente della Commissione alla Sanita”.
“Siamo qui – ha aggiunto il sindaco Graziano Calanna – anche in rappresentanza degli amministratori dei Comuni di Maletto, Maniace, Cesarò, San Teodoro, Santa Domenica Vittoria, Floresta e Roccella Valdemone, ovvero dei Comuni che, come Bronte e Randazzo, ritengono che il nostro territorio di montagna non solo non possa perdere reparti e servizi ospedalieri, ma anzi ritiene che questi debbano essere potenziati. Per questo all’incontro ufficiale con la Commissione regionale, riteniamo utile la presenza dell’assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardi e del direttore generale dell’Asp, Giuseppe Giammanco”.
E Giammanco ha accolto l’invito, promettendo l’audizione prima possibile. 
Durante l’incontro è stato accennato anche al problema dell’eterno perdurare dei lavori di ammodernamento che penalizzano i servizi e rendono ancora l’ospedale un cantiere.
Infine i sindaci non si spiegano come il nuovo piano delle rete ospedaliera provinciale preveda nel versante sud dell’Etna da Acireale fino a Biancavilla ben 6 ospedali di livello (hub, spoke e di base), tutti racchiusi nel raggio di 45 chilometri, mentre nel resto del cono dell’Etna, quello nord lungo 85 chilometri, solo un Presidio di zona disagiata.
 
L’Addetto stampa
Gaetano Guidotto
Data Comunicato 21/02/2017
Titolo IL TERRITORIO A PALERMO PER DIFENDERE L’OSPEDALE
Testo
BRONTE – (21 febbraio 2017) – Domani il versante nord dell’Etna difenderà a Palermo il proprio ospedale. Il sindaco di Bronte, Graziano Calanna ed il presidente del Consiglio comunale, Nino Galati, insieme ai colleghi degli altri Comuni che gravitano attorno a Bronte dal punto di vista sanitario ed al consigliere comunale di Bronte, Ernesto Di Francesco (presidente della commissione locali sul diritto alla Salute), saranno ricevuti dal presidente della Commissione regionale alla Sanità, Giuseppe Di Giacomo. In verità sindaci e consiglieri dovevano essere ricevuti in audizione da tutta la Commissione Sanità, ma – come ci spiega Galati - un problema ha fatto rinviare l’incontro. Purtuttavia ugualmente il presidente Di Giacomo ha voluto incontrare i rappresentanti del territorio.
“Ringrazio l’on. Di Giacomo per averci voluto ricevere – ha affermato il presidente Nino Galati – avremo la possibilità di anticipargli quello che poi illustreremo ufficialmente a tutti i componenti della Commissione, ovvero i tanti motivi che impongono il potenziamento e non il ridimensionamento dell’ospedale di Bronte”.
Ed a sentire gli amministratori dei 10 Comuni che si stanno battendo per il “Castiglione Prestianni”, ovvero Bronte, Maletto, Maniace, Randazzo, Cesarò, San Teodoro, Santa Domenica Vittoria, Floresta e Roccella Valdemone, questo deve essere potenziato perché al servizio non solo dei 4 Comuni del catanese che si trovano in zona di montagna, ma anche di quelli del messinese che non possono facilmente raggiungere gli ospedali più grandi a causa di un’orografia del territorio difficile e di una rete viaria che d’inverno è spesso impercorribile. Inoltre, in tanti non si spiegano come il nuovo piano delle rete ospedaliera provinciale preveda nel versante sud dell’Etna da Acireale fino a Biancavilla ben 6 ospedali di livello (hub, spoke e di base), tutti racchiusi nel raggio di 45 chilometri, mentre nel resto del cono dell’Etna, quello nord lungo 85 chilometri, solo un Presidio di zona disagiata. “E noi – aggiunge il sindaco Graziano Calanna – chiederemo lumi anche sui reali servizi che questo tipo di presidio offrirà alla popolazione. Siamo certi che la Regione ha già in mente i servizi da garantire a Bronte. Neanche prendiamo in considerazione l’ipotesi che questi siano ristretti a quanto stabilisce il Decreto Ministeriale del 2 aprile 2015 n. 70, che disegna un Presidio di zona disagiata con appena 20 posti di Medicina da prestare anche ad una Chirurgia ridotta ed un Pronto soccorso”.
Insomma domani è solo il primo di diversi incontri, con gli amministratori  intenzionati a tutelare l’ospedale.     
  
L’Addetto stampa
Gaetano Guidotto
Data Comunicato 08/02/2017
Titolo IL GRUPPO CONSILIARE DELL’UDC CAMBIA NOME E DIVENTA “CENTRISTI PER BRONTE”
Testo
BRONTE – (8 febbraio 2017) – “Non più Udc, ma Centristi per Bronte”. Lo comunicano i consiglieri comunali Angelica Catania e Giuseppe Di Mulo che hanno inviato una nota al presidente del Consiglio comunale, Nino Galati, affermando che il gruppo consiliare da loro costituito prende il nome di “Centristi per Bronte”, che fa capo all’onorevole Gianpiero D’Alia.
Capogruppo consiliare è stato confermato il consigliere Angelica Catania.
“Una scelta – hanno affermato i due consiglieri – dettata dalla coerenza e dalla condivisione di idee con l’on. D’Alia”.

L’Addetto stampa
Gaetano Guidotto
Data Comunicato 02/02/2017
Titolo GIOVANI ARCHITETTI A FARE TIROCINIO IN COMUNE
Testo
BRONTE – (2 febbraio 2017) – È stato firmato il protocollo d’intesa tra l’Ordine degli Architetti di Catania presieduto da Giuseppe Scannella e il Comune etneo guidato dal sindaco Graziano Calanna. Una collaborazione che consentirà ai giovani laureati di svolgere un tirocinio formativo presso gli uffici dei settori tecnici dell’amministrazione brontese: «Dopo aver sottoscritto lo stesso protocollo con l’Ordine degli ingegneri – ha affermato il sindaco Graziano Calanna – adesso abbiamo raggiunto l’accordo anche con l’Ordine degli architetti. Questo dimostra quanto questa Amministrazione creda nella formazione dei giovani professionisti che, inseriti nell’Ufficio tecnico del Comune potranno effettuare una esperienza concreta con le complessità tecniche proprie della amministrazione comunale. Inoltre – conclude – sarà anche un modo per arricchire il territorio di giovani professionisti preparati direttamente sul campo».
«L’avvio di questo percorso risponde all’esigenza di favorire la formazione per i professionisti iscritti da meno di cinque anni che non abbiano superato il trentacinquesimo anno di età  - ha commentato il presidente Scannella – si tratta di un’iniziativa concreta che permetterà ai nostri giovani architetti di apprendere, dall’interno e con il trasferimento di conoscenza degli esperti, la gestione tecnico-amministrativa degli uffici comunali in materia di Lavori Pubblici, Urbanistica ed edilizia privata, sicurezza e prevenzione incendi. Per un periodo di sei mesi i tirocinanti studieranno e approfondiranno gli aspetti relativi al funzionamento della macchina amministrativa, con particolare riferimento ai settori tecnici, supportando inoltre le attività degli uffici stessi».
L’Amministrazione provvederà a stipulare una polizza assicurativa contro gli infortuni e le malattie connesse allo svolgimento delle attività e per la responsabilità civile verso terzi, riconoscendo inoltre a ciascun tirocinante un rimborso spese forfettario. Alla procedura selettiva sono ammessi solo agli architetti che non hanno alcun rapporto di lavoro, in maniera da poter garantire l’effettiva presenza presso gli uffici: «Desidero ringraziare il sindaco Calanna e tutta l’Amministrazione per aver aderito al protocollo d’intesa – ha concluso il presidente Scannella - testimonianza di una lungimirante attenzione verso i temi della formazione dei nostri giovani iscritti, i quali diverranno interlocutori affidabili nei rapporti tra il cittadino e gli uffici tecnici delle amministrazioni comunali, grazie anche all’esperienza formativa sul campo».

L’Addetto stampa
Gaetano Guidotto
Data Comunicato 01/02/2017
Titolo IL TERRITORIO CHIEDERA’ DI ESSERE ASCOLTATO DALLA REGIONE SICILIANA PER DIFENDERE L’OSPEDALE DI BRONTE
Testo
BRONTE – (1 febbraio 2017) – E’ stata un’assemblea consiliare aperta ai Consigli comunali e dei sindaci del versante nord ovest dell’Etna arrabbiata, quella che si è riunita questo pomeriggio nel Cine teatro comunale di Bronte.
L’assemblea è stata convocata dal presidente del Consiglio comunale di Bronte, Nino Galati, per unire le forze e difendere il territorio dalla nuova rete ospedaliera siciliana, che vede l’ospedale Castiglione Prestianni di Bronte, relegato a “Presidio di area disagiata” con appena 20 posti di Medicina, una Chirurgia ridotta e un Pronto soccorso.
Alla fine del dibattito i rappresentati dei Comuni presenti all’incontro, hanno deciso di sottoscrivere un documento e chiedere di essere ascoltati dalla Commissione regionale alla Salute, dall’assessore Baldo Gucciardi e dal presidente Rosario Crocetta, affinché l’ospedale “Castiglione Prestianni” venga considerato di montagna e quindi mantenuto di “base”.
“Stanno impoverendo il territorio di tutti i servizi. – ha affermato il presidente del Consiglio comunale di Bronte, Nino Galati – Fino ad oggi ci siamo battuti affinché venissero potenziati i reparti dell’ospedale, oggi scopriamo si intende ridimensionarlo”.
“Dobbiamo agire, - ha aggiunto il consigliere di Bronte, Ernesto Di Francesco, presidente della locale commissione sulla Sanità - alzare il livello della protesta e chiedere il completamento dei lavori di ristrutturazione. Sottoscriviamo un documento da inviare a tutti, Ministero della Salute compreso”.
Il nostro ospedale ha dichiarato il consigliere Maria De Luca - si sta trasformando in un semplice Pronto soccorso. Sappiamo che in caso emergenza bisogna andare fuori. Il documento da solo non servirà a nulla, una petizione popolare ci darà forza”.
“Bisognava ha affermato Massimo Castiglione - invitare a questo tavolo i dirigenti dell'Asp e le istituzioni regionali”. 
“In questi anni abbiamo difeso l'ospedale strenuamente. ha dichiarato il sindaco di Bronte, Graziano Calanna - Non possiamo immaginare questo territorio senza questo servizio che, a quanto pare le istituzioni regionali e nazionali, fanno a gara per depotenziare. Diversi autorevoli tavoli politici ci hanno promesso il potenziamento della struttura a parole. I fatti hanno dimostrato altro”.
“Dobbiamo smetterla di essere leggeri. - ha aggiunto il consigliere Antonio Petronaci - Nel 2012 abbiamo raccolto 20 mila firme e le abbiamo inviate a tutti. Forse avranno fatto un falò. La Regione deve dichiarare il nostro ospedale di montagna, non di zona disagiata. Mettiamo le spalle al muro chi di dovere”.
“Randazzo ha già vissuto l'esperienza della sottrazione dei servizi. – ha spiegato il consigliere comunale di Randazzo Carmelo Giarrizzo - Anche noi abbiamo avuto autorevoli assicurazione che niente sarebbe stato sottratto ed alla fine non è stato così. I livelli di sicurezza di un cittadino dell'area metropolitana sono maggiori rispetto a noi. Eppure le tasse sono uguali per tutti. È la politica che deve darci risposte e fino ad oggi ci ha preso in giro. L'85% dei posti letto è nell'area metropolitana. Mi chiedo perché”.
“Da 2 anni facciamo incontri simili. - ha replicato il consigliere Carlo Castiglione - Ma mi domando: le parti politiche che oggi sento debbano unirsi, rispetto all'ultimo incontro, cosa hanno fatto? Con chi hanno interloquito?”
“Crocetta a Bronte, - ha commentato il consigliere Valeria Franco - fra mari e monti, ha promesso il mantenimento dell’ospedale, per poi firmare il decreto che oggi combattiamo. Paternò è stato salvato. Non sarà perché li ci sono le amministrative? Sappiate che il comitato dei sindaci deve rilasciare un parere che sul piano sanitario è vincolante. Facciamo tutti tavoli tecnici che volete, ma non solo con l’Asp, ma anche con altri enti come l’Anas che ci lascia percorrere trazzere, non strade”.
“Mesi fa – ha aggiunto il consigliere Gaetano Messina - ho chiesto l’istituzione di una commissione per capire come mai erano fermi i lavori di ristrutturazione dell'ospedale. All’Asp dobbiamo chiedere quando riprenderanno e come saranno spesi i soldi. Ci sono persone nel nostro territorio che si sono salvati grazie a servizi ospedalieri che Balduzzi vorrebbe chiudere”.
“I cittadini – ha detto il consigliere Giuseppe Di Mulo - hanno diritto alla Salute. Tutti hanno amici ministri assessori e presidenti, ma alla fine i risultati sono questi. La colpa maggiore è dell'assessore Gucciardi, la regione sulla nuova rete ospedaliera ci deve spiegazioni.  Inutile cercare firme, è arrivato il momento di battere i pugni sul tavolo”.
“Sono anni che chiacchieriamo sullo stesso argomento. – ha tuonato il presidente del Consiglio comunale di Maniace Salvatore Pinzone Vecchio -  Risolviamo un problema e se ne aggrava un’altro. Chiediamo all’assessore Gucciardi ed al presidente Crocetta di dimettersi”.
L'ospedale Castiglione Prestianni Prestianni – ha affermato il presidente del Consiglio comunale di Randazzo, Antonino Grillo - è l'unico presidio che ci garantisce il diritto alla salute in questo territorio”.
“Tutti – ha spiegato il sindaco di Randazzo, Michele Mangione - condividiamo la stessa idea, perché tutti viviamo i disagi di questo territorio. Bisogna subito riavviare i lavori, ottenere per quello di Bronte lo status di ospedale di comunità montana, perché tale questo territorio è, presentarci alla Regione come deciso giorni fa e far capire ai nostri rappresentanti le nostre difficoltà anche per colpa della viabilità. L'ospedale di Bronte non è più importante di quello di Paternò e viceversa: di certo quello di Bronte però è più distante da Catania”.
Una buona notizia è arrivata dal sindacalista della Cgil, Salvatore Papotto, che ha annunciato che presto i lavori riprenderanno, ma troppe volte questa promessa non è stata mantenuta.
Presenti all’incontro le associazioni del territorio con Giuseppe Gullotta, dell’Unione nazionale consumatori che ha chiesto l’istituzioen di un tavolo permanente che interloquisca con la Regione. “E da 11 anni – ha dichiarato il sindaco di Maniace, Nino Cantali – che trattiamo lo stesso argomento”. Alla fine il sindaco di Cesarò, Salvatore Calì, anche a nome del collega di San Teodoro ha sottolineato: “La politica ha abbandonato il Popolo. Il prossimo incontro deve essere a Palermo. La Salute non si tocca”.

L’Addetto stampa
Gaetano Guidotto