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Data Comunicato 13/02/2018
Titolo UN MUSEO MULTIMEDIALE NEL CASTELLO NELSON
Testo
BRONTE – (13 febbraio 2018) – Musei multimediali, o meglio emozioni da un museo senza opere d’arte.
È questa la nuova frontiera museale per il futuro. Musei virtuali, senza collezioni, affidati alle suggestioni multisensoriali di apparati tecnologici dove imperano ricostruzioni tridimensionali, libri virtuali, ologrammi e multiproiezioni sincronizzate.
Succede già a Roma al “Leonardo da Vinci Experience” che, pensate, ospita dalla “Gioconda” alla “Dama con l’ermellino”, oppure al Museo archeologico virtuale di Ercolano, che racconta la vita quotidiana delle città distrutte dalla furia eruttiva del Vesuvio nel 79 d.C.
Adesso ci sono buone possibilità che questa rivoluzione tecnologico-culturale presto arrivi anche a Bronte, nel Castello Nelson che domina l’unico fazzoletto di terra siciliana che un tempo fu inglese.
Il Comune di Bronte, infatti, per volere del sindaco, Graziano Calanna, ha presentato alla Regione siciliana un progetto per la creazione di un museo multimediale proprio all’interno del Castello Nelson. Costo dell’intervento circa 300 mila euro, finanziabili dal Dipartimento regionale dei Beni Culturali attraverso il PO FESR 2014/2020.
“Immaginate un castellano virtuale – ci dice il sindaco Graziano Calanna – che attraverso ricostruzioni ed immagini tridimensionali vi mostra la storia del Castello Nelson. Oppure un popolano del tempo che ci spiega i “Fatti del 1860”. Sarebbero esperienze straordinarie ed emozionanti dal grandissimo valore culturale. Pensiamo anche – conclude il primo cittadino – ad un possibile vulcanologo virtuale che ci mostri le eruzioni e la vita dell’Etna”.
Ed i temi che attualmente sono in programma da mostrare sono esattamente questi 3: Storia del Castello Nelson, I Fatti del 1860 e l’Etna. Non sono esclusi però nuovi argomenti.
“Tutto – conclude Calanna – per dare lustro e modernità ai nostri Beni culturali e monumentali. Bronte vanta storia, ambiente ed architettura che se valorizzati adeguatamente possono fare da richiamo al turismo che conta. Ed iniziative come la realizzazione di un museo multimediale guardano verso questa direzione”.
Non solo opere virtuali con il finanziamento però. Nel progetto è inserita la sostituzione della vecchia bambinopoli con nuovi giochi, l’abbattimento delle barriere architettoniche nell’area museale e l’ammodernamento dei sistemi di video sorveglianza.
 
L’Addetto stampa
Gaetano Guidotto
 
Data Comunicato 07/02/2018
Titolo INCONTRO IN COMUNE CON LE MAMME PER LA REFEZIONE SCOLASTICA
Testo
BRONTE – (7 febbraio 2018) – Ad aggiudicarsi provvisoriamente il servizio di refezione scolastica nelle scuole di Bronte è una ditta di Belpasso e le mamme protestano perché temono che il cibo per i propri figli arrivi inscatolato come negli ospedali.
Una scena già vista in tanti Comuni che, legge alla mano, possono limitare la distanza tra la cucina e la scuola, ma non possono creare le condizioni affinché si cucini esclusivamente in loco.
Per questo il sindaco di Bronte, Graziano Calanna, ricevendo messaggi allarmistici di diverse mamme, ieri ha organizzato un incontro in Comune.
“State tranquille. – ha affermato il Primo cittadino alle Mamme, alla presenza anche degli assessori Chetti Liuzzo ed Ernesto Di Francesco e di alcuni consiglieri comunali – Noi per primi abbiamo a cuore la qualità dei cibi che mangiano i nostri figli. Per questo all’identico bando pubblicato negli ultimi 15 anni abbiamo aggiunto due clausole che riguardano la qualità dell’impresa che partecipa, che deve avere certificazione di requisiti e deve garantire un numero di pasti da consegnare alle famiglie indigenti attraverso i Servizi sociali del Comune. Come vuole la legge – continua Calanna – da 15 anni a questa parte il bando ha sempre previsto che i partecipanti possedessero il centro cottura ad una distanza non superiore a 30 km dalla scuola e noi ci siamo attenuti alla legge. Fino allo scorso anno ha partecipato solo una ditta, adesso in tre hanno inviato proposte”.
Qualche mamma ha affermato che sono state le nuove clausole a determinare l’aggiudicazione di una ditta non brontese, ma il sindaco ha replicato: “Sa bene Signora che queste condizioni, imposte del resto a tutte le aziende, non hanno influito. Semmai garantiscono qualità a vantaggio dei nostri figli e della solidarietà sociale. Vi ricordo – ha continuato a spiegare il sindaco - poi che un sindaco non può certo interferire con le gare d’appalto, perché commetterebbe un reato, ne pubblicare un bando che contrasti con la normativa vigente.
Da brontese – ha concluso – può farmi piacere che a vincere sia una ditta locale, ma da sindaco devo essere ossequioso delle norme. Una cosa è certa – ha concluso – se il cibo non dovesse garantire standard di qualità ottimali, saremo pronti ad intervenire”.

L’Addetto stampa
Gaetano Guidotto
Data Comunicato 01/02/2018
Titolo NO A BUS TURISTICI SULLA NOSTRA PISTA VICINO AL CRATERE CENTRALE DELL’ETNA
Testo
BRONTE – (1 febbraio 2018) – “Quella è una pista fantasma, è stata realizzata arbitrariamente. Siamo disposti a regolarizzarla, ma prima deve essere registrata al Catasto e, noi sindaci, dobbiamo avere la certezza che non sia utilizzata ai fini turistici”.
E’ in sintesi quanto scrivono i sindaci Graziano Calanna di Bronte, Michele Mangione di Randazzo e Salvatore Barbagiovanni di Maletto nella lettera inviata ieri al Parco dell’Etna e per conoscenza alla Prefettura di Catania, alla Regione ed alla Protezione civile, riferendosi alla pista che a 3000 metri d’altitudine, vicinissima al cratere centrale dell’Etna, collega il versante nord con quello sud del Vulcano ed esattamente Piano delle Concazze” con  “Torre del Folosofo”.
La lettera è l’ultima nota di un lungo carteggio che comincia il 7 novembre scorso, quando la Prefettura di Catania,  ha inviato una lettera ai Comuni di Bronte e Maletto richiamando la “necessità di ripristinare” la suddetta pista, che negli anni scorsi è stata ricoperta da una colata lavica.
“Tale pista – si legge nella lettera inviata dalla Prefettura – ha la funzione di agevolare l’accesso agli operatori della vigilanza, del soccorso e dei ricercatori dell’Ingv, per garantire la sicurezza delle persone, dei visitatori, dei ricercatori, operatori di soccorso e personale turistico”.
E qui i sindaci vogliono vederci chiaro. Per mesi hanno chiesto a tutti gli Enti interessati di sapere se questa pista era stata attraversata da bus di turisti, con il sospetto alimentato anche dalla nota inviata l’8 settembre del 2016 dal direttore reggente del Parco dell’Etna, Tiziana Luccesi, che affermava che sulla quella pista qualcuno aveva effettuato un intervento (presumibilmente realizzato con mezzi meccanici) per allargare il sentiero pedonale che consente l’accesso ai crateri. Di conseguenza, adesso che la Prefettura ha scritto che i Comuni oltre a dover “attivare la procedura autorizzativa presso il Parco dell’Etna”, dovranno curare e pagare i lavori di ripristino della pista, vogliono capire.
Per questo hanno chiesto al Parco dell’Etna di ottenere la cartografia della zona e quando, sempre il direttore, Tiziana Luccesi, ha risposto che il Parco “non ha una propria cartografia specifica e di dettaglio dell’intera zona sommitale” e che comunque “l’accesso alle quote sommitali del Vulcano è regolamentato dal documento “Procedure e modalità di fruizione perla zona sommitale” che stabilisce che la pista oggetto del dibattito e utilizzata esclusivamente per motivi di servizio, studio, soccorso e protezione civile” hanno fatto delle ricerche e ieri hanno scritto al Parco ed alla Prefettura: “Questa strada non compariva nella cartografia Igm del 1967. Appare invece nel 1983. Da quando si rileva è stata verosimilmente realizzata arbitrariamente e senza alcuna autorizzazione emessa ne dai Comuni, ne dal Parco dell’Etna. Prendiamo atto che la pista di servizio sud-nord, così come riportata nel documento sulle “procedure di fruizione della zona sommitale”, deve essere utilizzata esclusivamente per motivi di servizio, studio, soccorso e protezione civile, si deduce quindi che viene escluso ogni uso per finalità turistiche”.
Per questo i sindaci chiudono la lettera rivolgendosi alla Prefettura: “Si conferma la disponibilità a procedere alla regolarizzazione formale della pista, previo rilievo di dettaglio del tracciato ed inserimento nei fogli catastali, ma contrariamente a quanto contenuto nella nota della Prefettura, la pista deve essere assolutamente interdetta a visitatori e personale turistico”. Ovviamente con mezzi meccanici. A piedi può andarci chiunque.

L’Addetto stampa
Gaetano Guidotto