PRESENTAZIONE
La scelta di voler istituire, presso il Comune di Bronte, questo organo
consultivo è stata correlata dalla consapevolezza di dare voce alla presenza,
alla soggettività, alla competenza, all'autorevolezza delle donne del nostro
paese.
Le sottoscritte reputano che, come i Comuni che ci hanno preceduto nella
istituzione dell’organo in oggetto, sia considerato necessario munirsi di uno
strumento ad hoc per permettere di “far emergere, proporre, confrontare valori e
riferimenti che stanno alla base di una convivenza democratica, partecipata,
non violenta e che determinano la qualità della vita delle persone e, di
conseguenza, della città” (vedi Comune di Bergamo).
La scelta di offrire un tavolo di confronto amministrativo permetterà alle donne
di non sentirsi inappropriate nel ruolo politico, quando le parti sociali, i
partiti o qualsivoglia gruppo sociale le reputi idonee alla competizione
elettorale.
L’istituzione del Consiglio delle donne permetterà di trovare una concertazione
per i temi in cui la donna, anche senza occuparsi di politica direttamente, si
imbatte ogni giorno.
Nella elencazione di seguito proposta si sottolineano i campi di intervento e
discussione di alcune problematiche che hanno interessato gli altri consigli del
gentil sesso sparsi per le città d’Italia:
Famiglia e adozioni
Lavoro
Volontariato
Ecologia
Barriere architettoniche
Scuola
Assistenza anziani e portatori di handicap
Arte e cultura
Riqualificazione del paesaggio
etc……
Insomma si istituisce un organo capace, se funzionante, di trattare gli
argomenti più svariati che riguardano le potenzialità di Bronte e di fornire
all’amministrazione un valido supporto consultivo per la maggior parte delle
questioni sociali e non.
Le donne che si impegneranno nella costituzione degli organi del consiglio
potranno finalmente trovare lo spazio privilegiato e necessario per lavorare in
via prioritaria nella formulazione di proposte e risoluzioni di problematiche
che stanno particolarmente a cuore alla comunità brontese.
L’ostacolo di maggior rilievo che potrebbe impedire la collaborazione tra
l’amministrazione e l’organo di cui si discussione è la difficoltà di
riconoscersi parte integrante di un progetto politico e sociale che possa
costituire la marcia mancante per una maggiore presenza delle donne nella
politica locale e nazionale.
Infatti, nonostante si utilizzano ormai di sovente i termini “pari opportunità”
e “quote rosa”, pochi sono gli esempi di vero intervento per migliorare la
partecipazione delle donne, spesso con la scusa che nulla si fa per impedirne
l’intervento, ma si dimenticano i ruoli di madre, moglie e lavoratrice che ormai
eguagliano nella nostra società tutte le donne.
La maternità per esempio costituisce uno dei momenti più importanti per la vita
della donna, ma pochi applicano tutti gli strumenti voluti dal legislatore per
l’adeguamento al nuovo ruolo di mamma, e qualora la maternità naturale venga
sostituita dalla maternità adottiva allora la donna, o meglio tutta la famiglia
per molti anni soccombe alla burocrazia nazionale e internazionale trascurando
ogni altro interesse .
Ancora, il tema dell’ecologia privilegia il ruolo della donna che dalle attività
casalinghe a quelle lavorative possiede una naturale attenzione al risparmio
energetico, alla differenziazione dei rifiuti riciclabili e la gestione del
risparmio familiare.
La scuola, ulteriore esempio di presenza privilegiata delle donne, oggi
attraversa un delicato momento di riorganizzazione in virtù della nuova
generazione di studenti che ormai con noncuranza guardano ai testi cartacei,
alla lavagna e alla mnemonica ripetizione di brani antologici, in quest’ambito
l’intervento delle esperienze personali potrebbe aiutare l’amministrazione
comunale e quella provinciale a meglio indirizzare gli interventi economici di
adeguamento degli strumenti di lavoro e delle strutture scolastiche.
Le sottoscritte nel valutare tutte queste varianti prima esemplificate e quelle
che ogni giorno costituiscono le problematiche dell’essere donna oggi propongono
la deliberazione del presente regolamento ai colleghi di questo consesso,
pensando a tutte le difficoltà incontrate lungo il cammino della gestione
amministrativa che spesso scoraggia chi deve intraprendere la carriera politica
o solo abbia la volontà di rappresentare in ogni stato e grado del governo
nazionale gli interessi cui sente maggiormente di rappresentare.
Il Consiglio delle donne, all’uopo servirà a preparare le future leve politiche
costituendo in piccolo una prima e valida simulazione di forma di governo
locale.
Auspicando che all’unanimità i colleghi possano apprezzare il progetto
deliberando favorevolmente la proposta ringraziamo anticipatamente il Sindaco,
la Giunta, il Presidente del Consiglio e il Consiglio tutto, il Segretario
Comunale Michelangelo Lo Monaco e la Dr.ssa Teresa Sapia per la collaborazione
alla realizzazione di quanto oggi presentato.
Ada Biuso
Maria Pina Castiglione