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Nel 1659, per volontà di
Filippo Sottosanti, fu edificata, su una struttura preesistente, una chiesa
dedicata a S. Giovanni Evangelista e a Santa Rosalia.
Alla chiesa fu aggiunto
nel secolo successivo il campanile in lastroni di pietra lavica.
Fu in questa
chiesa che il popolo di Bronte, nel 1860, votò l'annessione all'Italia.
All'interno si trovano sette altari e quello maggiore è dedicato alla Madonna
del Lume.
In stile barocco è la cappella di Santa Rosalia, ricca di affreschi e
di fregi del 1692. Narra la tradizione che
sotto il crocifisso di questa chiesa, creditori e debitori stipulavano oralmente
l'accordo sul prestito e la restituzione del denaro, chiamando Cristo come
testimone. Fino al 1786 la chiesa fu aggregata alla Basilica Lateranense in
Roma.
Dietro l'obbligo del pagamento di 10 libbre di cera bianca lavorata, i
fedeli potevano beneficiare delle indulgenze e dei privilegi che si godevano a
S. Giovanni in Laterano. Tale aggregazione durò fino al XX sec.
La chiesa,
inoltre, fu sede della confraternita della Misericordia, detta dei Nigri,
fondata nel 1616. |