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La chiesa, di origine
medievale, si trova nella zona più antica della città,
tra la piazzetta Procida e via S. Pietro. Costruita intorno alla fine del XII sec., si pensa addirittura
sia stata la prima chiesa edificata nel centro abitato. Tra il XIV e il XV sec.
fu interamente affrescata. Nel 1575 fu ingrandita, mentre alla fine del XVII
sec. furono ultimati gli stucchi. Il primo rifacimento risale al XV sec., come
testimonia un ingresso laterale con portale in pietra arenaria e tre finestrelle
ogivali a spiraglio. In origine la chiesa era di dimensioni più piccole. E
stata ingrandita in epoca successiva con l'aggiunta del coro e dell'abside. Con
la ristrutturazione avvenuta
nel XVIII sec. conferisce all'edificio un'aspetto architettonico più lineare.
La tradizione vuole che proprio in questa chi esa, nell'attuale sacrestia, furono
nascosti importanti ed antiche scritture del casale di Bronte quando, nel 1636,
nel clima di sommossa contro gli ufficiali dì Randazzo, Bronte fu dichiarato
colpevole di lesa maestà e per questo i loro abitanti puniti con una dura
repressione. Tra il 1840 ed il 1880, la chiesa fu adeguata al gusto dell'epoca
con la costruzione, sull'impianto origìnale, di un'altra chiesa. Nel 1950 fu
ultimata la volta.Tra il 1977 ed ìl 1980 la chiesa fu restaurata interamente e
venne ultimata la pavimentazione in marmo. Tra il 1990 ed il 1991 fu
demolita la navata costruita nell'Ottocento. Duranti i lavori sono emersi
diversi affreschi risalenti al XV sec. Gli affreschi sono oggi ben visibili e
mostrano una buona tenuta dei toni cromatici. Nella chiesa è anche conservato un
pregevole organo a canne del 1847. La campana rìsale al 1699. Un attento sguardo
all'interno dell'edificio religioso permette di osservare la rilevante qualità
artistica degli altari dedicati a S. Placido, a Maria Santissima del Soccorso, a
S. Francesco di Paola e a Santa Lucia del Crocifisso. L'altare maggiore, il più
antico tra tutti, è dedicato alla Vergine Maria. Il dipinto, di pregevole
fattura, è di autore ignoto (forse un artista palermitano) e fu donato alla
chiesa dal venerabile Ignazio Capizzi. Particolare attenzione merita una statua
lignea, opera dello scultore Graziano Ceriti di San Fratello.
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