
UFFICIO STAMPA COMUNE DI BRONTE
COMUNICATO STAMPA
IL PISTACCHIO PROTAGONISTA A BRONTE DALL’1 AL 4 OTTOBRE
BRONTE – (16 settembre 2009) – Fervono i preparativi per l’appuntamento più dolce dell’anno all’ombra del vulcano più alto d’Europa. Il pistacchio è pronto ad affrontare la sua 20’ sfida, facendo bella mostra di se nella vetrina più idonea, ovvero la Sagra dell’ “Oro verde di Bronte”, che l’1 ottobre aprirà i battenti fino a domenica 4. E quest’anno la festa sarà due volte più bella ed interessante rispetto allo scorso anno. Questa, infatti, è annata di raccolta, con i brontesi che si sono trasferiti in campagna per seguire personalmente le varie fasi di una raccolta che, a causa delle asperità del terreno lavico, si effettua ancora come 100 anni fa e poi quelle che sta per inaugurarsi è la prima Sagra dopo il riconoscimento Dop da parte dell’Unione europea. La Sicilia è l’unica regione italiana dove si produce il pistacchio e Bronte, con oltre tremila ettari di coltura, ne rappresenta l’area di coltivazione principale (più dell'80% della superficie regionale e l’un per cento di quella mondiale) con una produzione dalle caratteristiche uniche che ne fanno un prodotto di nicchia di grande valore. Il pistacchio era già conosciuto dai greci e dai romani, ma è entrato a far parte delle coltivazioni agricole in Sicilia solo grazie agli arabi che hanno scoperto che sul territorio di Bronte la pianta su cui effettuare l’innesto cresceva spontaneamente. L’ambiente di coltivazione va dai 300 ai 900 metri sul livello del mare con la pianta che si adatta ad ambienti difficili come i terreni lavici brontesi, dove non cresce nient’altro se non la ginestra, che però a differenza del pistacchio non produce reddito. Si raccoglie ad anni alterni, e negli anni di magra tutti i coltivatori eliminano le gemme, impedendo la nascita del frutto. Questi, infatti, sanno bene che la pianta non producendo per un anno è in condizione di accumulare energie utili per moltiplicare la produzione dell’anno successivo. Subito dopo la raccolta il pistacchio va essiccato per ridurre la percentuale di umidità fino al 4%, impedendo la formazione di microrganismi. Alla fine il verde frutto ripaga certamente i brontesi per la fatica profusa nella coltivazione e nella raccolta. Se ne raccoglie per ben oltre 30 mila quintali, per una ricchezza che riempie le tasche brontesi per quasi 15 milioni di euro. Il pistacchio di Bronte, infatti, è particolarmente pregiato e ricercato per il suo sapore aromatico e gradevole in pasticceria, in gelateria e per aromatizzare ed insaporire molte vivande. Ci perdonerete, ma appositamente per farvi venire l’acquolina in bocca vi descriviamo solo alcuni dei piatti prelibati che questa cucina vi può offrire, cominciando naturalmente con ciò che gli abili cuochi brontesi sono in grado si fare con il verde Pistacchio. Tanto per iniziare il Pistacchio non è solo sinonimo di dolci, ma nutriente condimento per i primi piatti. Se da una parte, infatti, la fama delle Pennette al Pistacchio ha fatto il giro della Sicilia per la loro bontà, non meno prelibata è la pasta fresca fatta in casa realizzata con la farina di pistacchio. I dolci naturalmente la fanno da padrone: paste, torte e gelati sono resi ancor più gustosi con il prezioso frutto dell’Etna che è servito negli anni anche ad inventare prelibatezze nuove. Girando fra gli stand della Sagra o recandovi in qualsiasi pasticceria o ristorante di Bronte troverete tutto e forse di più, in un variegato cocktail di prodotti che però hanno un colore solo: il verde dell’ “Oro” di Bronte.
L’Ufficio Stampa