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UFFICIO STAMPA COMUNE DI BRONTE

 

COMUNICATO STAMPA

 

I sindacati ospedalieri: “Se non si interviene a metà 2011 l’ospedale chiude”

 

BRONTE – (10 dicembre 2010) – Carenza di personale che per giunta è precario, attrezzature di diagnosi obsolete, troppi medici a scavalco e lavori di ristrutturazione che rischiano di non finire mai. Sono solo alcuni dei problemi dell’ospedale di Bronte posti evidenza durante un vertice con le organizzazioni sindacali ospedaliere, organizzato dal sindaco di Bronte, Pino Firrarello e dal presidente del Consiglio comunale, Salvatore Gullotta, cui hanno partecipato i dottori Salvatore Cutrì e Renato Passalaqua rispettivamente dell’Anau e del Cimo, Ignazio Meli e Zina Carroccio della Cisl, Damiano Ferrara della Uil, Salvatore Tirendi del Nursing e Umberto Pulvirenti della Fials.

“Vogliamo sapere oggi – ha affermato il sindaco – che livello di qualità sanitaria il nostro ospedale è in grado di garantire”. “Sappiamo – ha aggiunto il presidente Gullotta – che il piano di rientro ci costringe a sacrificare qualcosa, ma siamo pronti a difendere i diritti dei residenti della nostra città e dell’intero comprensorio”. E buona parte dei rappresentanti sindacali nel fotografare lo stato di salute dell’ospedale sono stati lapidari: “Se non si interviene – hanno dichiarato in maggioranza – a metà del 2011 si chiude”.

A penalizzare la qualità dei servizi ci sarebbero innanzi tutto il prolungarsi dei lavori di ristrutturazione dell’ospedale, ma anche la carenza di organico che vede solo 3 medici dirigere le unità operative con continuità, gli altri dirigenti, se ci sono, lavorano a scavalco. Inoltre durante il vertice è stato evidenziato come neanche un paziente con un principio di infarto troverebbe immediata assistenza, poiché il prelievo del sangue deve essere esaminato a Paternò.

“Se un reparto – ha affermato Firrarello – deve essere costituito da un dirigente, 6 aiuti e 3 medici in disponibilità. Mi chiedo quanto l’ospedale di Bronte sia lontano da questi standard”. Infine sono state evidenziate le prime 3 priorità. Per tutti, infatti, l’ospedale deve essere in grado di saper gestire in autonomia le emergenze, bisogna che finiscano i lavori e che l’Asp si decida ad assumere medici a tempo indeterminato.

 

L’Addetto stampa
Gaetano Guidotto