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LA CITTA' ->
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LE
ERUZIONI
La loro mitologia fa
spesso allusione al vulcano, soggiorno dei ciclopi e di Vulcano,e si
contano più di 35 eruzioni disastrose. |
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LA VEGETAZIONE
Fra i 2500 e 2000 metri è "l'orizzonte
dei pulvini spinosi", lo spino santo (Astragalus Siculus) endemico, il
Tanaceto Siciliano, la viola dell'Etna, il caglio dell'Etna e la
saponaria, fiore simbolo del parco. E' questa la zona del colore dal
fondo nero delle lave spiccano i verdi cuscini dei pulvini tra i quali
emergono il giallo, il viola, il rosso, e il fuxia dei fiori. Sotto i
2000 metri sino ai 1500 e "l'orizzonte del faggio" qui relitti di boschi
di betulla e di faggio. La fageta un tempo molto più estesa è stata
sostituita in più punti dal pino laricio, che sull'Etna raggiunge la
quota più alta di presenza in Europa (2250 metri). Poi l'endemica betulla dell'Etna, il
pioppo tremulo ed il Castagno dei cento cavalli vecchio di oltre duemila
anni. Sotto i 1500 metri "l'orizzonte
supra-mediterraneo" con le roverella i cerro, l'acero campestre, il
castagno, al di sotto dei 1000 metri il leccio, la sughera e tra la
vegetazione erbacea leguminose come gli astragali; le ginestre; che solo
sull'Etna assume aspetto arboreo; l'asfodelo colle sue bianche
fioriture; l'euforbia; la ferula dagli alti ombrelli gialli. |
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IL GIRO DELL'ETNA IN AUTO
Un ampio e articolato tour del vulcano che consente di apprezzare gli aspetti caratteristici del territorio etneo. In un solo giorno si possono visitare le due stazioni turistiche d'alta quota, alcuni interessanti centri pedemontani, toccando tutti i versanti dell'Etna. Si parte da Nicolosi dove ha sede
il Parco dell'Etna, considerato una sorta di porta d'ingresso
dell'Etna. Vivace e importante centro, luogo di villeggiatura estiva e
di sport invernali, merita una visita. Si consiglia in particolare di
recarsi al locale museo vulcanologico per avere un'idea generale della
struttura e dei molteplici, straordinari fenomeni che interessano il
territorio che si vuole visitare. |
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Si prosegue ancora per quattro chilometri lungo la provinciale 92 seguendo le indicazioni per il Grande Albergo del Parco. Dopo aver lasciato la vecchia strada dell'Etna si svolta a sinistra sulla provinciale per Adrano e la si percorre, attraversando i frutteti della Milia, sino ad incontrare sulla destra (Km 13) la deviazione segnalata per il Grande Albergo del Parco. In ripida salita attraverso una stradella asfaltata (aperta al traffico in occasione dell'eruzione del 1983), si abbandona la fascia coltivata e si incontra quindi una folta pineta, interrotta da un ampio campo lavico. Il Grande Albergo del Parco si trova appena fuori dal bosco, all'inizio di Piano Vetore (m 1730), esso è stato acquistato dall'Ente Parco e adibito parzialmente a punto base per l'escursionismo. Si prosegue verso il rifugio Sapienza (m 1910), raggiungendo così la quota massima dell'intero itinerario. Di fronte al rifugio si trova la partenza della funivia che in quindici minuti consente di salire a 2500 metri di quota nella zona della Montagnola, dalla quale un servizio di fuoristrada permette di raggiungere agevolmente la zona sommitale del vulcano. |
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L'itinerario prosegue in direzione
Zafferana Etnea, fiancheggiando l'alta parete meridionale della
valle del Bove. Superata la località Pian del Vescovo si può effettuare una deviazione di 10 chilometri verso Pomiciaro per raggiungere uno spettacolare belvedere sulla parte terminale della valle del Bove, sulla sottostante Val Calanna e sulla fascia costiera compresa fra Riposto e Taormina. In particolare si ha una buona veduta d'insieme sul teatro dell'eruzione del 1991-93. |
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Dopo Zafferana si prosegue verso Milo (nei cui pressi si trova un secolare esemplare di Leccio che ha un diametro di 10 m e un'altezza di 29 ed è conosciuto localmente come l'Ilice di Carrinu) e Fornazzo, da cui ha inizio la strada Mareneve che risale il versante sud-orientale del vulcano sino al rifugio Citelli (bel panorama sulla vallata dell'Alcantara e su Taormina), posto a 1741 metri di altitudine all'interno di un antico cratere. Si ridiscende dal rifugio Citelli e si prosegue attraversando lestesa colata del 1865 di cui si vedono le vicine bocche effusive (i monti Sartorius) sino ad incontrare la deviazione per Piano Provenzana (Km 68), la località posta ai margini della secolare pineta di Castiglione e Linguaglossa che rappresenta il polo di attrazione turistica del versante nord-orientale. Anche da Piano Provenzana (m 1810) funziona un servizio di mezzi fuoristrada che raggiunge la zona dei crateri sommitali. Cinque impianti di risalita e piste per lo sci di fondo ne fanno inoltre una attrezzata stazione per gli sport invernali. |
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Si scende verso Linguaglossa attraversando il suo lussureggiante bosco costituito nella parte alta soprattutto da Pino laricio, che in basso lascia il posto alla Roverella. A Linguaglossa è possibile visitare il Museo allestito dalla Pro-loco che illustra sinteticamente la flora, la fauna e la geologia dellEtna e contiene una raccolta di oggetti utilizzati nelle antiche attività agricole e artigianali della zona. Litinerario prosegue attraverso la statale 120, toccando i piccoli borghi di Rovittello, Solicchiata, Passopisciaro, rinomati per gli estesi vigneti che contraddistinguono il paesaggio e per le belle ville che punteggiano la campagna, con rilevanti presenze proprio nei pressi della strada statale. Dopo l'abitato di Montelaguardia (Km 103) si valica la colata del 1981, della quale è facile seguire visivamente il tracciato lungo il fianco della montagna sino alle bocche effusive. |
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L'eruzione del 1981 per pochi,
lunghissimi giorni fece seriamente temere per la sorte della storica
città di Randazzo. |
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Oltrepassato Randazzo si percorre l'ampio
spartiacque posto a cavallo fra le vallate dell'Alcantara e del Simeto,
si prosegue lungo la statale 284 verso Maletto (m 960), uno dei
più alti comuni pedemontani. Da qui si può compiere una deviazione di 8 chilometri per andare a
visitare l'Abbazia di Maniace, fondata nel 1174 e donata da Ferdinando
II di Borbone allammiraglio Nelson nel 1799, quale segno di riconoscenza
per la collaborazione data alla repressione dei moti di Napoli. Il pregevole complesso monumentale, completato dalla residenza degli antichi proprietari e da un vasto giardino, è infatti localmente noto come Castello di Nelson. |
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L'itinerario continua dall'altopiano di
Maletto in direzione di Bronte, dove ha inizio l'area
tradizionalmente coltivata a pistacchio. Grazie alla tenacia dei coltivatori questo tipo di coltura, originaria dall'Asia Minore e portata dagli Arabi in Sicilia, è stato impiantato nei vasti campi lavici che ricoprono il territorio fino ad Adrano, dove si produce circa il 90% della produzione nazionale. Recentemente al Pistacchio verde di Bronte è stata riconosciuta la Denominazione d'Origine Protetta. |
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| Con numerose svolte la statale si snoda in mezzo a una campagna fittamente punteggiata da costruzioni rurali, raggiungendo dopo il Km 137 l'ingresso della cittadina di Adrano (da visitare il pregevole Museo archeologico nel Castello normanno, che ospita preziosi reperti dell'antica città greca di Adranon e della città greco-sicula del Mendolito sul Fiume Simeto). |
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Si percorre la provinciale Adrano Monte
San Leo per Nicolosi.
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IL
GIRO DELL'ETNA IN TRENO |
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L'ASCENSIONE ALLA VETTA DELL'ETNA
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VISITA
AI CRATERI DELL'ETNA Testo tratto da uno scritto del Marchese di Ormonde, An Autumn in Sicily |
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ETNA IL VULCANO
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