www.comune.bronte.ct.it - TURISMO -> SICILIA - ETNA

 LA CITTA' ->

 

LA SICILIA

 

Cenni generali Storia Folklore Ricette Miti e leggende Proverbi Dialetto Eventi Foto Musica


 

 

Per la sua caratteristica forma triangolare la Sicilia viene rappresentata, nel suo simbolismo, con la raffigurazione mitologica di un mostro a tre gambe e con al centro una testa di Gorgone a cui viene attribuito il nome Trinacria dal latino Triquetra "a tre vertici".

Alle sue origini questa raffigurazione veniva rappresentata, non come oggi ?conosciuta, ma con apposto delle tre gambe delle ali.

Si presume che si tratti di un simbolismo religioso orientale raffigurante, secondo alcune interpretazioni, il dio Baal o il sole come simbolo delle tre stagioni, o la luna con le sue falci.

Le sue rappresentazioni pi?antiche si possono trovare in monete dell'Asia Minore, in citt?della Licia, ad Atene, in Macedonia e in alcune citt?della Magna Grecia, con datazioni che variano dal VI? al IV? secolo avanti Cristo.

In et?romana si perde il simbolismo religioso per assumere quello geografico di emblema della Sicilia evidente nelle vecchie monete di Palermo in cui la Trinacria appare con il suo aspetto definitivo e cio?con le tre gambe attorno ad una testa gorgonica adorna di spighe, simbolismo che ribadisce il concetto della fertilit?della Sicilia "granaio di Roma".

 E da ricordare anche che il simbolo della Trinacria ?stato utilizzato, in tempi moderni, nella numismatica, nella filatelia e nella storia politica, diventando cos?simbolo ufficiale della Regione siciliana.

 

 ETA' PRE-ELLENICA
XIV

sec. a. C.

Il Mediterraneo ?un mare cruciale per la storia degli uomini: sulle sue coste si affollano i popoli "come rane attorno a uno stagno", secondo le parole di Platone. La Sicilia occupa il centro di questo mare ed ?naturalmente il crocevia di molte civilt?e culture. Viene raggiunta, nell'antichit? da navigatori provenienti da Oriente: assai probabilmente alcuni episodi dell'Odissea, grande raccolta di saghe marinaresche, devono essere collocati in una Sicilia trasfigurata dal mito e dalla poesia. Lo storico greco Dionigi di Alicarnasso, molto pertinentemente, narra di antiche spedizioni marittime che dall'Oriente si dirigevano verso la Penisola e la Sicilia. Prove pi?concrete offre l'archeologia. Tracce di visitazioni micenee, infatti, sono state ritrovate a Thapsos, Panarea (cocci iscritti in Lineare B, l'alfabeto sillabico miceneo): l'isola sembra essere tappa commerciale per le flotte micenee.

 

1270-650

Tarda et?del bronzo: significativi i ritrovamenti della necropoli di Pantalica (5000 tombe) e in quella di Cassibile. L'arrivo degli Elleni sembra apportare l'uso del ferro e una migliore civilt?materiale.
Lo storico ateniese Tucidide (VI 1-5) ci offre notizie della Sicilia antichissima: oltre a una storia della colonizzazione greca egli tratta delle popolazioni non greche e indigene: i Siculi, abitanti nella parte orientale e centro-meridionale, e i Sicani, che occupavano la parte occidentale dell'isola. I primi abitavano l'entroterra alle spalle di Siracusa, di Gela (risiedono, ancora nel V sec. a Menainon, forse l'odierna Mineo in provincia di Siracusa), l'area sacrale del lago degli dei P?ici (lago Naftia, nei pressi dell'odierna Palagonia) e la citt?di Morgantina. L'origine dei Siculi ?forse da ricercare nella penisola, dato che molti indizi li riconnettono con la civilt?appenninica continentale. I Sicani sembrano essere una popolazione non indoeuropea, di probabile origine iberica: l'affinit?del loro nome con quello dei Siculi ?cosa ancora non bene spiegata.
Il popolo degli Elimi, i fondatori di Erice e Segesta, sembra appartenere all'antica famiglia di popolazioni mediterranee e preindoeuropee. Diversi indizi ci rivelano contatti con l'Oriente (culto di Afrodite ericina) e una rapida ellenizzazione di questo popolo (tempio dorico di Segesta).
I Fenici di Cartagine si stanziano a Solunto, Panormo (l'odierna Palermo) e Mozia nell'area nord-occidentale, dove pi?tardi sorge la fortezza di Lilibeo (l'odierma Marsala), piazzaforte imprendibile e fulcro della potenza militare cartaginese.

 

 ETA' GRECA
1050Albori della civilt?del ferro in Grecia.
775

Fondazione della colonia commerciale di Pitecusa a Ischia; tale data segna l'inizio degli stanziamenti ellenici nella penisola.

735 Ca.

teatro greco di siracusaFondazione del primo insediamento ellenico in Sicilia, prezioso per il controllo delle rotte commerciali passanti per lo Stretto di Messina: Naxos.
Nel 734 i Corinzi fondano Siracusa.

728-700

I Calcidesi fondano Catane, Leontini, Zancle (oggi Messina): i Megaresi fondano Megara Iblea (727).

688

Coloni Rodii e Cretesi fondano Gela: da questa citt?viene fondata nel 580 Akragas (Agrigento).

598 kamarinaFondazione di Camarina.
491Gelone ?tiranno a Gela. Questi, nel 488, trionfa nella corsa dei carri a Olimpia, fatto che gli dona grande prestigio tra i Greci.
480-479I Greci di Sicilia devono affrontare l'ostilit?cartaginese ed etrusca, probabilmente suscitata dall'aggravarsi della minaccia persiana contro la madrepatria ellenica.
485Gelone diviene tiranno di Siracusa.
480Battaglia di Imera: i Siracusani battono l'esercito cartaginese.
474

Ierone, tiranno di Siracusa, riporta una decisiva vittoria navale presso Cuma a danno degli Etruschi. Catania, citt?ionica, ?occupata da coloni dorici e data in amministrazione al figlio di Ierone.

465Con la cacciata del tiranno Trasibulo, Siracusa ?retta da una democrazia moderata.
453

Ribellione di Ducezio, il quale stringe tutte le citt?dei Siculi in una confederazione. La sollevazione ?sedata nel 450.

415Partenza della flotta ateniese, guidata da Nicia e Alcibiade, contro la nemica Siracusa.
414Assedio di Siracusa. Lo spartano Gilippo soccorre la citt?
413Disfatta ateniese in Sicilia. Atene perde nel corso della guerra. 50000 uomini (tra cui 12000 cittadini) e pi?di 200 triremi.
409 selinunteI Cartaginesi attaccano e distruggono Selinunte e Imera.
406

A Siracusa prende il potere il generale Dionisio I. Negli anni seguenti egli conquister?un vasto dominio nell'Italia meridionale e adriatica (conquista di Crotone e fondazione di Ancona).

392Pace tra i Cartaginesi e Dionisio I.
367Muore Dionisio I.
347

Dionisio II, precedentemente scacciato da Dione, suo congiunto e seguace di Platone, rientra in Siracusa.

344

La madrepatria Corinto invia a Siracusa 700 soldati guidati da Timoleonte, il quale si riveler?un provetto generale contro i Cartaginesi, battendoli sul fiume Crimiso (341)

316

Agatocle, di modeste origini, capeggia una rivolta contro gli aristocratici e prende il potere a Siracusa.

310

Sconfitta di Agatocle ad opera dei Cartaginesi presso Ecnomo. Suo successivo sbarco in Africa alla testa di 14000 uomini, tanto da minacciare Cartagine.

289

Morte di Agatocle. Nel medesimo anno i Mamertini, mercenari di origine campana, si impadroniscono di Messana.

280

Pirro in Italia. Tra il 278 e il 275 egli tenter?invano di unificare tutta la Sicilia.

269

Ierone II, un ex ufficiale di Pirro, dopo una vittoria sui Mamertini, si impone il titolo di basileus (re) di Siracusa.

264-241Prima guerra romano-punica.
 
ETA' ROMANA

Governata da un pretore e da due questori. la Sicilia ?la prima provincia. Il tributo dovuto a Roma ?stato calcolato in circa 2 milioni di moggi di grano, riscosso secondo le modalit?escogitate da Ierone II (da cui il nome di lex hieronica) e capace di soddisfare probabilmente un quinto del fabbisogno totale della citt?di Roma. L'isola conosce due devastanti rivolte di schiavi e i disastrosi effetti della ribellione di Siracusa, terminata con il suo saccheggio, anche se l'isola rimane sempre economicamente importante. Terra di latifondi, la Sicilia ci offre un discreto numero di eleganti e vaste residenze di propriet?dell'aristocrazia dell'Urbe: spesso tali ville divengono luogo delle ricreazioni letterarie degli aristocratici romani: sappiamo da una nota testuale che un importante manoscritto dello storico Tito Livio viene copiato e corretto nel V secolo nella grande Villa del Casale, nei pressi di Piazza Armerina.

227La Sicilia ?ridotta a provincia romana.
218-201Seconda guerra punica.
Nel 211 il console Marcello saccheggia Siracusa, ribelle a Roma, dopo un lungo assedio.
149-146Terza guerra punica e finale distruzione di Cartagine.
138-131Prima rivolta servile in Sicilia condotta da Euno, uno schiavo siro.
104-99Seconda rivolta servile capeggiata dallo schiavo Trifone.
70

Verre, pretore in Sicilia, viene accusato da alcune citt?siceliote di malversazione. Loro patrocinatore legale sar?Cicerone.

48Battaglia di Fars?o e disfatta, a vantaggio di Cesare, dei pompeiani.
44

Il figlio di Pompeo, Sesto Pompeo, controlla con le sue flotte Sardegna, Corsica e Sicilia. Viene sconfitto nel 36 a.C. da Vipstano Agrippa. ammiraglio di Ottaviano.

31Battaglia di Azio.
II sec. d.C.Diffusione del Cristianesimo nell'isola.
468Genserico, re dei Vandali stanziati in Africa, sottomette l'isola.
 
 ETA' MEDIEVALE

L'isola conosce periodi di splendore anche nell'et?medievale, sia per la sua immutata importanza economica, sia per il rigoglio culturale favorito dall'incrociarsi, cos?com'era avvenuto nell'et?antica, di numerose e vivide culture. In special modo, l'isola ha modo di provare per circa due secoli la proficua dominazione musulmana, prima di conoscere il governo normanno e di divenire fulcro dei disegni imperiali degli Hohenstaufen. Le mirabili e originali testimonianze architettoniche arabo-normanne, la presenza di una florida tradizione letteraria in volgare e di una tradizione di studi (in Sicilia nell'XI secolo vengono tradotti per la prima volta in latino alcuni Dialoghi di Platone) fanno della Sicilia medievale una terra colta e imprescindibile per la comprensione dell'intera storia europea.

491

Gli Ostrogoti di Teodorico si annettono l'isola: viene riorganizzata l'amministrazione ispirandosi a quella imperiale. Estesi sono i possedimenti terrieri di propriet?della Chiesa romana.

535

Belisario, generale di Giustiniano, al principio della guerra goto-bizantina, annette la Sicilia all'impero romano d'Oriente: la Sicilia, dove ancora si parlava comunemente sia il greco sia il latino, ?culturalmente vicina all'Oriente bizantino.

652

Prime scorrerie degli Arabi nell'isola: dal campo fortificato di Kairouan (Tunisia) salpano numerose flotte saracene.

663Per ragioni di opportunit?politica. il basil?s bizantino Costante II risiede a Siracusa.
725

Crisi iconoclastica: la Sicilia rimane fedele al culto delle immagini. Nel 732 la chiesa siciliana dipende dal patriarcato di Costantinopoli.

827

Sbarco degli Arabi a Mazara. Gli invasori (per lo pi?Berberi e Persiani) conquistano Palermo (831) resa poi loro capitale.

842-859

Cadono Messina, Modica, Ragusa ed Enna: l'esercito bizantino viene sgominato e la resistenza degli indigeni cristiani viene debellata. Solo la parte nordorientale dell'isola resiste validamente grazie agli aiuti bizantini.

878

Siracusa, l'antica capitale, viene espugnata e distrutta.

902Cade Taormina, ultima piazzaforte bizantina in Sicilia. Si estingue la dinastia degli Aghlabiti.
948-1040

Governa l'isola la dinastia emirale dei Kalbiti, di origine araba e fedele ai Califfi del Cairo. L'arrivo degli Arabi provoca una frattura nella vita politica ed economica dell'isola: se la parte occidentale conosce una proficua et?di collaborazione tra indigeni e invasori, la regione di Siracusa non viene mai pienamente assoggettata al dominio arabo, anche se il loro arrivo sigla la decadenza dell'antica metropoli e della Sicilia orientale, di lingua e cultura greca. La parte nordorientale dell'isola, addirittura, saldamente cristiana offre una dura resistenza.

palermoPalermo diviene il simbolo della civilt?arabo-sicula: popolosa (circa trecentomila abitanti) e ricca, essa possiede intorno al suo antico centro una fascia di sobborghi agricoli e amministrativi: conta 300 moschee e altrettante madrasa (scuole coraniche). All'emiro si affianca una influente assemblea (giama'a), composta dall'aristocrazia locale. La regione attorno alla citt?offre il migliore esempio del successo economico della dominazione araba: il frazionamento della propriet?terriera, a vantaggio dei nuovi arrivati, impone una conduzione agricola intensiva e sofisticata (spesso favorita da efficaci reti di canali d'irrigazione), avvalorata dalla coltivazione di specie preziose e rare, come il cotone, il lino, la canapa, la canna da zucchero, il riso, gli agrumi, lo henn? la frutta secca, i datteri.

Accanto alla ricchezza della vita materiale, fiorisce la cultura, alimentata dai contatti con la civilt?dell'islam mediterraneo (l'Andalusia per la cultura letteraria, il Maghreb e l'Egitto per la cultura scientifica). Fulgido esempio ne ?la splendida letteratura in lingua araba fiorita alla corte palermitana. In particolare, ?la poesia a essere amata e coltivata. Scrive Ibn Hamdis, nel salutare malinconicamente la terra di Sicilia caduta nelle mani dei Normanni: "un paese cui la colomba prest?il suo collare / e il pavone vest?del manto screziato delle sue penne".

 

1061

I Normanni sbarcano in Sicilia. La riconquista cristiana impiega un trentennio per scacciare gli Arabi dall'isola. Nonostante ci? la cultura islamica prospera fino alle soglie del XIII secolo.
 

 ETA' NORMANNA

I Normanni ("uomini del Nord"), partiti dalle loro sedi in Scandinavia, si erano stanziati nel 911 nell'odierna Normandia. Alcuni gruppi di mercenari normanni, in seguito, militano nel Sud della nostra penisola, inserendosi nelle contese che opponevano i pontefici romani, i duchi longobardi di Benevento e di Salerno, gli arabi di Sicilia, i bizantini di Puglia e di Calabria. Con l'accordo di Melfi (1059) i Normanni ottengono il privilegio di considerarsi vassalli del pontefice, guadagnandosi nel contempo il riconoscimento dei diritti feudali sull'italia meridionale. Un loro condottiero appartenente alla famiglia degli Altavilla, Roberto il Guiscardo (lo "scaltro"), ottenuto il titolo i duca di Puglia, assoggetta Bari e Salerno. Un fratello di Roberto, Ruggero, inizia la conquista della Sicilia, entrando in Palermo nel 1072. L'ultima piazzaforte araba, Noto, capitola soltanto nel 1091, meritando a Ruggero l'ambito titolo di legato pontificio dell'isola. Uno storico medievale, Amato di Montecassino, compone una Storia dei Normanni, compiacendosi di fare risaltare le doti cavalleresche dei compagni del Guiscardo: essi, difensori della Chiesa, prestanti e ottimi guerrieri, lottano contro i nemici (musulmani e cristiani greci scismatici) in virt?del miracoloso aiuto divino: Roberto il Guiscardo stesso, in verit?un rude avventuriero, ?descritto come un nuovo Davide, generoso e prode difensore della fede.

 

1130

Ruggero II succede nel 1101 al padre Ruggero I ed ottiene dall'antipapa Anacleto II il titolo di re di Sicilia e di duca della Campania, beneficio sancito nove anni dopo da Innocenzo II.


Ruggero II
estende i confini del regno fino al Tronto, aggiungendo Capua, Amalfi e Napoli: la capitale ?posta a Palermo. Egli pretende diritti su ogni terra, assegnando, in beneficio, terre ai suoi seguaci. E' in questo periodo che un'organizzazione di tipo feudale si diffonde anche in Sicilia. Caratteristica del regno siciliano ?l'esistenza di un'amministrazione centrale assai complessa, lascito delle dominazioni bizantina e araba: il re ?assistito da sei ufficiali (l'"ammiraglio", carica di origine araba, capo delle forze armate; il protonotario, capo della cancelleria ecc.) e da magistrati sparsi nelle province (iusticiarii e connestabuli). Esistono un'amministrazione finanziaria (detta in arabo dohana) e una forma di autogoverno concessa alla comunit?araba di Palermo, retta da un qad? Speciali prerogative, in materia di organizzazione ecclesiastica, vengono riconosciute ai sovrani normanni, nominati legati papali, ossia diretti rappresentanti della Santa Sede, da papa Urbano II: lo sradicamento dell'islamismo e la lotta contro l'influenza del Cristianesimo greco-bizantino sono gli obiettivi principali imposti dai pontefici. Alla corte di Ruggero perdura la cultura araba: il geografo al-Idrisi costruisce a Palermo un grande planisfero d'argento, scrivendo inoltre un'opera geografica significativamente chiamata Kitab-Rugiar, ossia Il libro di Ruggero.

 

1147

Scorrerie della flotta normanna nell'impero Bizantino: saccheggiate Corf? Tessalonica e Tebe. Da quest'ultima localit?vengono deportati in Sicilia numerosi artigiani abili nella lavorazione della seta.

1154

Guglielmo I succede a Ruggero. Entrato in conflitto con Federico Barbarossa deve fronteggiare anche la rivolta dei suoi baroni, sedata nel 1156.

1166

Guglielmo II ?incoronato re. Sostenendo il Papato e i comuni settentrionali nella lotta contro il Barbarossa, pu?addirittura minacciare il decadente Impero Bizantino. E' tra i fautori della III crociata, indetta contro il Saladino: truppe normanne, infatti, giungono in soccorso di Tripoli. Designa quale erede la zia Costanza, promessa in sposa a Enrico, primogenito del Barbarossa, permettendo cos?alla dinastia sveva di accampare legittimi diritti sul trono di Sicilia.

 

 ETA' SVEVO - ANGIOINA

1186

Nozze a Milano tra il figlio del Barbarossa, Enrico VI e Costanza d'Altavilla.

1190-97

Enrico VI di Svevia imperatore e re di Sicilia.

1198

Viene eletto papa Innocenzo III. Costanza, dietro sue insistenze fa incoronare il piccolo Federico nella cattedrale di Palermo. Questi, nel frattempo, cresce protetto nel Palazzo dei Normanni.

1209

Federico sposa Costanza, sorella di Pietro, re di Aragona.

1214

Innocenzo III scomunica l'imperatore Ottone di Brunswick e nomina in sua vece il rivale Federico II, gi?re di Sicilia. Federico raggiunge la Germania e ritorner?in Sicilia solo nel 1220.

1228

Esortato da papa Gregorio IX, Federico parte per la Terrasanta, dove stringe accordi pacifici con il sultano. Nel 1229 viene incoronato a Gerusalemme.

1231

Federico II emana le Costituzioni di Menfi, codice di leggi volte a formare uno stato centralizzato al di sopra dell'arbitrio dei feudatari.

1250

Morte di Federico II.


Federico II

E' assai difficile anche solo tracciare un equilibrato ritratto dell'imperatore svevo, rinunziando in parte agli entusiasmi di gran parte della storiografia sia antica che moderna. I recenti lavori di D. Abulafia e quelli promossi in occasione dell'ottavo centenario della nascita (1994) ci hanno consegnato un'immagine pi?veritiera del pur grande sovrano "stupor mundi et novator mirabilis" rinunciando a considerarlo il portentoso precursore di taluni aspetti della modernit?
Attesta la sua fama di uomo di cultura Dante (definisce l'imperatore "loico e clerico grande"). Il dottissimo Ibn Sabin, pensatore arabo e corrispondente dell'imperatore, rimprovera la scarsa dimestichezza di Federico con la terminologia filosofica. La Cronica del chierico Salimbene de Adam ci consegna un ritratto vivace della divorante volont?di conoscenza dell'imperatore. La sua insofferenza di Aristotele ?cos?sconcertante da essere considerata una vera e propria opera diabolica. Definito amante della sapienza, pater delle arti, egli stesso rimatore cortese, dimostra con il suo operato una notevole spregiudicatezza politica: un vero e proprio "cavaliere dell'intelletto", secondo la definizione di Manlio Sgarambro, filosofo contemporaneo attento studioso del pensiero dello Svevo. Da ricordare la sua volont?di essere considerato quale l'escatologico "imperatore degli ultimi tempi", chiamato alla missione di restaurare l'aurea et?della giustizia sulla terra. Questa interpretazione leggendaria della sua persona e del suo ruolo, suffragata da alcuni indizi (Iesi, suo luogo natale, era da lui fatto consuonare con Iesus: l'ottagono di Castel del Monte ?antico simbolo di eternit? Federico vuole essere incoronato nella fatale Gerusalemme), entra in conflitto violentemente con le vibranti accuse della Curia papale, propensa a vedere in Federico il biblico Anticristo.

 

1250-54

Succede al padre Corrado IV, incoronato imperatore nonostante la rivalit?con Manfredi, figlio naturale di Federico.

1265

Papa Clemente IV chiama a raccolta i principi cristiani contro Manfredi; accorre il francese e guelfo Carlo d'Angi?

1266

Battaglia di Benevento: Manfredi viene sconfitto e ucciso.

1268

Definitiva sconfitta dei ghibellini a Tagliacozzo: Corradino, l'appena quindicenne erede degli Hohenstaufen, viene decapitato nella piazza di Napoli. Inizia il dominio dei guelfi angioini sull'italia meridionale.

 

 ETA' ARAGONESE

1282

A Palermo scoppia la rivolta dei Vespri che dilaga ben presto in tutta la Sicilia. Si sollevano Corleone e Messina, allora sede del vicer?angioino. La rivolta necessita di aiuto: nell'estate deI 1282 un'assemblea di baroni e di rappresentanti della citt?chiede il soccorso di Pietro II di Aragona. Egli, marito di una sveva, Costanza, figlia di Manfredi, ritiene di avere diritto alla corona siciliana. Del resto, la potente flotta catalana da tempo controlla il Mediterraneo, pronta a conquistare basi in Africa e in Italia, al fine di contrastare la potenza di Pisa e di Genova. A Pietro viene offerta la corona di Sicilia, a patto di rispettare la libert? Non vi sono scontri, dato che Carlo d'Angi?si ritira da Messina il 29 settembre. Iniziata la guerra, la parte siculo-aragonese trova un capo militare di valore in Ruggero di Laur?, il grande ammiraglio, il quale coglie una vittoria decisiva contro le forze angioine nel giugno del 1283, nelle acque di Napoli.

1285

Carlo d'Angi?muore senza aver potuto recuperare l'isola.

1296

Federico d'Aragona concede il diritto di riunire il Parlamento dei baroni almeno una volta l'anno. La Sicilia, durante il XIV secolo, ?frequentata da mercanti stranieri: genovesi e inglesi si stabiliscono a Messina e Trapani. Inizia l'immigrazione greca e albanese in sette comuni della Sicilia. Queste comunit?conserveranno intatte alcune peculiarit?culturali e religiose fino al XX secolo. Da notare la cospicua immigrazione di "Lombardi", ossia di abitanti del Settentrione, a Palermo e Corleone.

1302

Fine della guerra dei Vespri con la stipulazione della pace di Caltabellotta.

Con la fine della guerra Federico di Aragona, figlio di Pietro, viene decretato re di Trinacria con il nome di Federico II a patto che alla sua morte il regno possa ritornare nelle mani di Roberto d'Angi? Il trattato non viene rispettato e il regno normanno, un tempo florido e potente, viene diviso in due parti. Il tentativo di Carlo d'Angi?di fare del regno siciliano il perno di un potentato, al fine di estendere la sua influenza sull'intera penisola, trova cos?il pi?cocente fallimento.

 

1425-42

Alfonso V d'Aragona interviene contro gli Angioini di Napoli. L'isola e il continente vengono di nuovo riuniti sotto un unico re.
 

 

ETA' MODERNA

1492

Gli ebrei vengono cacciati dalla Spagna e, anche in Sicilia, le fiorenti comunit?di Salemi e Palermo devono lasciare l'isola.

1513

Viene introdotto in Sicilia il Tribunale del Sant'Uffizio. altrimenti conosciuto come Inquisizione.

1535

Visita di Carlo V a Palermo e suo trionfo per le sue vittorie ottenute nel Mediterraneo a danno dei pirati barbareschi d'Algeria.

1556

Si contano 72 baroni sull'isola: nel 1810 essi saranno divenuti 277. Essi hanno il diritto di sedere nel Parlamento, istituzione creduta antichissima e allora assai amata dai siciliani, quale simbolo dell'autonomia dell'isola. Diviso in tre Brazos o Camere, una riservata all'alto clero, una ai baroni e ai militari, una alle citt?direttamente dipendenti dal re, il Parlamento aveva solo potere consultivo.

1570

Messina ?base per la grande flotta cristiana (composta da galee veneziane, spagnole, papaline, toscane ecc.) che riporter?a Lepanto, nell'Ottobre del 1571, la celebre vittoria contro i Turchi. Numerosi uomini d'equipaggio e rematori delle galee sono reclutati in Calabria e Sicilia.

1624

Epidemia di peste in Palermo. La miracolosa scoperta delle ossa di S.Rosalia contribuir? secondo la voce popolare, a debellare la pestilenza. Da allora la santa diviene patrona della citt?

1647

Ribellione di Palermo, in concomitanza della sollevazione di Tommaso Aniello a Napoli. Il moto antispagnolo ?capeggiato da due popolani, Nino de la Pelosa e Giuseppe d'Alessi ma la ribellione viene presto repressa. Nel 1674 anche Messina si solleva contro gli Spagnoli, ottenendo soccorsi dal re di Francia. La citt?viene brutalmente riconquistata dagli Spagnoli nel 1678.

1693

Un terribile terremoto colpisce la Sicilia sud-orientale.

1713

Il trattato di Utrecht assegna la Sicilia ai Savoia: Vittorio Amedeo, nuovo re, visita l'isola.

1714

La Sicilia ha 1123000 abitanti: nel 1570 ne contava 1070000.

1718-20

La Spagna riconquista la Sardegna e minaccia Napoli e Palermo. A Capo Passero la flotta spagnola viene per?distrutta da quella inglese. La Sicilia viene assegnata all'imperatore asburgico che, in cambio, cede la Sardegna ai Savoia.

1733

Lo scozzese Patrick Brydone pubblica Tour through Sicily and Malta, resoconto del suo viaggio in Sicilia.

1735

Incoronazione di Carlo di Borbone a Palermo. Inizia cos?il dominio della dinastia borbonica.

1781-86

lI Caracciolo ?vicer?dell'isola: sono promosse alcune riforme al fine di accrescere la piccola propriet? Viene abolita l'inquisizione.

1794

La scoperta del metodo Leblanc per ottenere il carbonato di sodio nivoluziona alcuni processi industriali: lo zolfo diviene competitivo. Dal 1790 ?massiccia l'esportazione di agrumi siciliani in tutta Europa. Nel 1814 sono attive alcune distillerie di vino a Marsala, di propriet?inglese.

1806

Truppe inglesi si stanziano in Sicilia per proteggerla dagli eserciti bonapartisti favorendo una notevole prosperit?economica.

1812

Grazie all'ingerenza del rappresentante britannico in Sicilia Lord Bentinck, viene promulgata una costituzione di ispirazione liberale che abolisce i diritti feudali. La costituzione prevede due camere sul modello parlamentare inglese.

1816

Formazione del Regno delle Due Sicilie; vengono unificate le corone di Napoli e di Palermo e viene abolita la bandiera siciliana. La costituzione del 1812 viene parimenti abrogata.

1840

Si segnala la piaga del controllo illecito delle acque, soprattutto nella zona di Palermo, colpita dall'iraridimento della superficie freatica. Incontrollato ?anche il contrabbando.

1847

Un'indagine rivela che met?della superficie boschiva dell'isola ?distrutta nel corso del secolo: il clima diviene pi?arido. Viene pubblicata La lettera da Malta di Francesco Ferrara, opera che propugna l'autonomia della Sicilia nell'ambito di una federazione di Stati italiani.

1848-49

Insurrezione di Palermo e della Sicilia.

1860

Nell'aprile scoppia un'insurrezione a Palermo, ordita da agenti inviati dal Nord. Spedizione dei Mille in Sicilia, capeggiata da Garibaldi. Il 21 ottobre un plebiscito (432000 s?e 600 no) sancisce l'unione dell'isola al Regno d'italia.

1866

Rivolta di Palermo, causata dalla difficile situazione economica (15000 disoccupati). Infine, la flotta italiana bombarda la citt? mentre 4000 soldati mettono fine alla ribellione.

1886

Il rapporto Jacini sullo stato dell'agricoltura italiana rileva la penuria alimentare in cui versa l'isola, aggravata dall'aumento della popolazione. Tra il 1880 ed il 1914 circa un milione e mezzo di siciliani lasceranno l'isola, diretti soprattutto negli Stati Uniti. Tale fenomeno favorisce l'affluire di consistenti rimesse inviate dagli emigrati (circa 100 milioni di lire, nel 1907).

1893

Scoppia lo scandalo Notarbartolo, direttore del Banco di Sicilia, assassinato per avere denunciato il malcostume politico e finanziario.

1894

Un cattivo raccolto e le disuguaglianze nella distribuzione delle terre ecclesiastiche fanno si che gli aderenti ai cosiddetti Fasci di lavoratori, organizzazione che legava i contadini meno abbienti (fondata nel 1889), promuovano disordini e sommosse. Caduto il governo Giolitti, poco propenso ad usare la forza, ?formato un governo presieduto dal siciliano Francesco Crispi che invia 50000 soldati sull'isola, imponendo la legge marziale.

1908

Grave terremoto a Messina, che conta pi?di 60000 morti.

1911

Censimento della popolazione: il 58% dei siciliani ?analfabeta.

1925

Il governo fascista inaugura anche in Sicilia la cosiddetta "battaglia del grano" per rendere l'italia indipendente dalle importazione di cereali.

 

 ETA' CONTEMPORANEA

1940

Il governo annuncia una riforma agraria, impedita dallo scoppio della guerra.

1943

Il 16 luglio i primi reparti dell'ottava armata britannica e della settima americana prendono terra a Licata e ad Augusta. Il grande dispiegamento di uomini e di mezzi al comando di Eisenhower ha ben presto ragione delle quattro divisioni italiane e delle due tedesche disposte a difesa dell'isola: solo nell'entroterra e nella pianura catanese le forze dell'Asse riescono ad affrontare validamente il nemico. Il 22 luglio cade Palermo, quindi Messina, da dove i reparti tedeschi, a discapito di quelli italiani, riescono a raggiungere il continente. A Cassibile, vicino a Siracusa, emissari del governo Badoglio firmano il 3 settembre l'armistizio con le delegazioni degli Alleati. L'avvenuto accordo viene diramato dal governo italiano solo cinque giorni dopo.
 

 STATUTO

Il 15 maggio 1946 un decreto reale promulga la legge riguardante l'autonomia siciliana. Il 26 febbraio 1948 l'Assemblea Costituente converte in legge costituzionale lo Statuto della Sicilia, secondo le disposizioni dell'articolo 116 della Costituzione, il quale prevede forme e condizioni particolari di autonomia a cinque regioni italiane. Lo Statuto regionale prevede un Consiglio regionale, detto Parlamento, composto da membri. Il Parlamento elegge entro di s? a maggioranza assoluta, la Giunta Regionale e il suo Presidente. Questi ha il diritto di sedere nel Consiglio dei Ministri a Roma, qualora si discuta di questioni interessanti la Sicilia. Il Parlamento pu?approvare leggi valide per tutta l'isola e i suoi poteri, sanciti dall'articolo 117 della Costituzione, sono assai estesi. Speciali sezioni del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti siedono in permanenza a Palermo, cos?da permettere un valido decentramento amministrativo.

1947

Nelle elezioni i separatisti raccolgono meno del 10%. Fine di questo movimento ?quello di chiedere la secessione dell'isola dal resto d'italia. Molti siciliani vagheggiano l'annessione dell'isola agli Stati Uniti. I separatisti cercano l'appoggio delle armi. Salvatore Giuliano, in clandestinit?dal 1943, viene nominato colonnello delI'EVIS (Esercito Volontario per l'Indipendenza Siciliana). Il primo Maggio 1947 a Portella delle Ginestre, Giuliano fa aprire il fuoco contro una manifestazione di contadini, I morti sono dodici e l'indignazione nella nazione ?assai forte. Giuliano viene trovato morto il 5 Luglio 1950 a Castelvetrano, in circostanze oscure. I separatisti scompaiono dalla scena politica con le elezioni del 1951.

1950

Viene attuata la riforma agraria: le propriet?superiori ai 300 ettari vengono espropriate, per formare lotti di terra (4 o 5 ettari) da ripartire a numerosi piccoli contadini: i beneficiati saranno pi?di 18000 e la superficie distribuita assommer?a 115000 ettari.

1951-75

Si registra l'emigrazione di un milione di siciliani verso le regioni settentrionali della Nazione e verso il Nord Europa.

1953

A Ragusa e a Gela viene scoperto il petrolio: nel 1966 risultano estratte 8 milioni di tonnellate di greggio.

1958

Il quotidiano palermitano L'Ora viene distrutto da un attentato dinamitardo per avere accennato al potere della mafia.

1968

Un disastroso terremoto colpisce la Valle del Belice.

1973-76

Si svolgono i lavori della Commissione parlamentare antimafia.

1974

Si lamentano i guai della burocrazia: sull'isola esistono pi?di 200 enti, i quali richiedono pi?di 1500 miliardi dell'epoca, senza permettere una funzionale amministrazione di beni e servizi.

1982

Il 3 settembre vengono uccisi il Prefetto di Palermo generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie e un uomo della scorta.

1986

Con lo scoppio della crisi tra Libia e Stati Uniti nel Mediterraneo, i libici lanciano alcuni missili destinati a colpire Lampedusa.

1992

Il 12 marzo viene ucciso a Palermo l'uomo politico Salvo Lima. Il 23 maggio il direttore della sezione Affari Penali del Ministero della Giustizia Giovanni Falcone viene ucciso da una carica esplosiva posta presso lo svincolo autostradale di Capaci. Muoiono nell'attentato anche la moglie e tre uomini della scorta. Il 19 luglio in Via D'Amelio a Palermo, per mezzo di un'auto-bomba, viene ucciso il giudice Paolo Borsellino; muoiono quattro agenti di polizia, tra cui una donna. lI 6 settembre viene arrestato il boss Giovanni Madonia.

1996

Il 13 marzo crollano la cupola e buona parte della navata centrale della cattedrale di Noto.

 

Fonte: http://sicilyweb.com